Reportage del cervello: 2 minuti di ripresa

O che bella giornata! Sembra ci sia qualche chance che venga fuori anche un raggio di sole! Che palle pero’ doversi alzare dal letto. Va beh, dai metto su il tè veloce e torno tra le coperte. Ma ormai che sono qui tiro fuori anche i biscotti e va beh faccio colazione.

Driiiin, suona il telefono. Chi è di prima mattina?

ciao!

ciao!

come va?

bene grazie, tu?

bene. Silenzio. Ora che vuole? Che mi metta pure ad intrattenere? Che palle!

Comincio ad ascoltare, nel frattempo penso: il bucato sarà disteso? Il tè missache’ sta bollendo. Sento odore di cacca. Ecco perché piange. Devo cambiare il pannolino. Sento di nuovo silenzio. Mi avrà chiesto qualcosa? Rispondo di sì. Tanto me lo ripeterà altre mille volte.

Che bei ricordi quella maglietta che indossa mio marito sta mattina. Quanto gli salterei in braccio subito. Già mi manca. Non riesco a concepire che stia andando al lavoro per un altra intera giornata.

Devo tirare fuori il tappetino, pagare la bolletta e fare i buchi al bicchiere. Aspetta che mi lavo le mani e vengo.

Eccoti qua! Non si mette in bocca la tovaglia amore!

avro messo giù il telefono? Aspetta che già che ci sono scatto una foto di questo momento. E la What s up o subito alla mamma! La mia mamma! Perché non mi caga?