FIGLI

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Un po’ come la macchina. Si aspetta tanto quel momento in cui si compie i fatidici 18 anni per poter fare la patente e mettersi alla guida. Non che non ci siano altri mezzi di locomozione ma non so perché ci sembra servire proprio la macchina. E allora ci si mette sotto e si comincia. Prima sembra impossibile: troppi pulsanti, frecce, cambi, specchietti, pedali e tutto contemporaneamente. “Ma come si fa a stare attenti a tutto?” Senti la tensione che sale, la responsabilità a tanti chilomentri all’ora in giro per le strade affollate. Ricordo ancora il mio pensiero appena preso la patente. “O o! Ora la gente pensa davvero che io sappia usare la macchina!” Ecco, con i figli penso si abbia un po’ la stessa sensazione. Prima si ha paura di ogni mossa, non si sa da dove prenderli, come fare, mentre tutti danno per scontato che si sappia tutto. E poi invece, una volta presa la mano, si riesce a guidare con nonchalance tenendo il volante con la gamba, parlando al cellulare con una mano e prendendo appunti con l’altra, ascoltando la canzone del momento. Ecco, almeno è quello che spero:-)

LA FAMIGLIA

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“Pensavo che sarei riuscita a farti sia da madre che da padre. Mi sbagliavo. Mi dispiace molto. Avrei tanto voluto darti una famiglia vera.” mi ha detto la mia mamma un giorno.

Behm.. ben vengano i capi firmati, i mobili di lusso, macchine o quant’altro nel tentativo di sopperire a questo, ma devo ammettere una cosa: non sono mai serviti proprio a nulla. Perchè una famiglia io ce l’ho sempre avuta. Completa. Viva. Bellissima. Per me sei sempre stata mamma, amica, nemica, nonna, padre, e persino cavallo da soma se necessario.

Credo che la famiglia sia fatta di Amore e non necessariamente di diversi componenti, maschi o femmine che siano. A volte basta un cane per sentirsi al completo, altre persino un vecchio peluche per fare famiglia; certo, è importante riuscire ad educare con pazienza i propri figli, dare loro fiducia, dedizione e tempo. Ma per fare questo non serve per forza uno schema classico. Basta farlo. Il tutto poi viene da sè. E’ del tutto naturale. Come i sorrisi sulla bocca di un bambino quando è felice. Non serve essere in 10 per riuscire ad essere felice, per dare il sapore di casa ai propri abbracci. Anzi, certe volte anche in uno si è di troppo.

Apparenza?

apparenza     Non so perché quello che si è o che si fa davvero conti veramente poco. Quello che gli altri pensano tu faccia o che tu sia, sembra essere più importante.

Una lezione dolorosa che mi insegnò sin da piccola mia madre; quando davanti agli ospiti prese in mano la scopa e tirò su due briciole. Io avevo appena finito di pulire tutta la casa, invece i presenti non esitarono dall’esclamare: “Incredibile, pure alla casa riesci a stare dietro!”

Li per li mi assestai, quando se ne andarono, invece, chiesi alla mamma: “perché non hai detto che sono io quella che bada alla casa?”

Sono passati 15 anni e ancora mi ricordo la sua risposta “non importa chi sta dietro alle faccende. Conta solo chi viene visto fare, anche se solo per pochi secondi una sola volta.

Come si fa ad andare d’accordo?

Facile: basta ricordarsi che non dobbiamo per forza farlo.
Ognuno ha i propri gusti, pensieri, paranoie.
Non c’è nessuno giusto nè sbagliato;
siamo semplicemente diversi.

A partire proprio dagli amici più stretti e fino ai propri genitori. Non ci si può omologare. Anzi! Trovare le diversità che ci caratterizzano e farne i punti di forza è il segreto migliore.
Quando qualcuno mi critica io sono felice. Dico: “Grazie!” Almeno mi considera. È già qualcosa. Ancora meglio se, in grado di farlo in faccia. E per consolarmi, mi chiedo: “a me, invece, piace il modo, l’oggetto, il pensiero o quel che è, di chi mi giudica?” Allora capisco che è meglio abbassare la testa e dire: “Grazie!” Di essere diversi!!!:-)

Poi, se si tratta di andarci d’accordo è tutt’altra cosa.
Non dico impossibile,
ma senz’altro un arte molto raffinata.
Imparare ad accettare, ma soprattutto a rispettare, le differenze che caratterizza ciascuno di noi è qualcosa di straordinario,
che fa stare bene noi stessi in primis e quelli con cui abbiamo o “dobbiamo” in qualche modo averci a che fare.

Quanto costa aver ragione

Dare ragione – capita mai?
Di rado?
Certo, è difficile. Ma quanto facile è dire semplicemente: “si!” E con questo chiudere tutte le polemiche. Mettere punto ad ogni inutile discussione. Induce addirittura spesso l’interlocutore a sentirsi spiazzato, in qualche modo sconfitto.
Insomma, il modo più semplice per venirne fuori vincenti quando le parole diventano di troppo.

Cos è per me una donna?

È quella persona in grado di dare amore disinteressato
Tanto da far sentire a casa ovunque
È innanzitutto mamma: dei propri figli, del proprio marito e persino dei genitori oltre che del cane
È chi ha gli attributi quadrati quando si tratta di fare scelte e prendere decisioni
È chi ha la battuta pronta e fa ridere
Chi dice sempre cose interessanti, stimolanti ed avvincenti
Chi tira su e mette in piedi qualunque cosa
Chi riesce a perdonare, ad andare oltre, a crescere insieme
È chi non si permette mai di stare poco bene o avere bisogno di null’altro che dell’amore sconfinato che costruisce attorno a se
È chi ti sa star vicino quando serve e ancor di più lontano, quando è meglio
Tutti i profumi, vestiti, gioielli, borsette e coafeur non rendono di certo una donna tale.

Cos’è per me l’uomo?

È lo stretto tra quelle braccia che ti fa sentire una piuma leggerissima
È il profumo del mio piatto preferito in cucina
È l’Inno alla gioia di Beethoven
È all inclusive – amore, odio, amico, genitore, cane –
È la forza disumana che fa scivolare le labbra nelle mutande quando incroci il suo sguardo
È il senso di essere donna, di essere diversa, per poterlo completare
È il pensiero che non mi viene in mente e l’unico a cui penso sempre
È la parola di conforto, la spalla su cui piangere, il nido in cui rifugiarsi
È l’amore infinito che mi nutre il cuore, apre la mente e da il coraggio di affrontare qualunque cosa

Dire NO

Sembra facile
Invece a volte è proprio questa la cosa più difficile
È proprio un NO che fa la differenza
tra uno stato d’animo e un altro, tra l’esserci o meno, tra sensi di colpa insoluti per non esserne stati capaci.