Quanto costa la felicità?

Forse dipende dalla valuta di scambio. Se si pagasse in tempo, forse non basterebbe una vita. Se si trattasse di sorrisi, beh allora forse ne basterebbe uno solo, della persona giusta. Se si trattasse invece di soddisfazioni, credo nessuna. Di obiettivi? Qualunque. E di amore? Il mio!

IL CORAGGIO

È la paura. Penso siano due facce della stessa medaglia. Oppure madre e figlio. Comunque sia è una condicio sine qua non. Se non esistesse la paura, non ci sarebbe nemmeno il coraggio.

È un sentimento inversamente proporzionale allo scorrere del tempo. Da piccoli ci si butta a scattafascio a testa in giù, da grandi si pensa prima di fare ogni passo.

Peccato però che da grandi il pannolino venga accantonato, perché è solo allora che si comincia a farsela addosso veramente.

AMORE?

L’amore è un arte. È un credo. Talmente forte da colmare il vuoto anche quando manca.

L’amore è quella cosa che ti fa cambiare stazione radio dicendo: questo no, questo no questo no e poi finalmente arriva la canzone giusta, il volume sale a palla e il cervello e il corpo cominciano a produrre serotonina. Poi però il momento passa, la canzone finisce e cominci a voler sentire dell’altro. Giusto?

Beh, credo che l’amore è essere quella stazione radio che fa sentire sempre la cosa giusta al momento giusto a chi credi di poter amare.

L’AUTORITÀ

Non dipende dall’età, dal sesso e tanto meno dai soldi. Non esistono nemmeno status sociali che possano conquistarla. È solo questione di indole, di savoir faire. È semplicemente un modo di essere.

A TAVOLA COL MONDO

Io: Cin!
Il mondo: a cosa brindiamo?
Io: alla Pace!
Mondo: ma quale pace?
Io: quella che voglio fare con te. Perché c’è l’hai sempre con me? Non possiamo fare pace?
Mondo: beh, dipende da cosa intendi.
Io: ad esempio potresti farmi andare via i brufoli, farmi dimagrire di una taglia, farmi cagare un po’ di più dalla gente, trovare un lavoro che mi piaccia, insomma farmela passare un po’ più liscia.
Mondo: ma io non ce l’ho con te. Tutti hanno qualcosa che non va, in maniera più o meno evidente. C’è spazio per tutti di crescere, migliorare, fare tante cose.
Io: no, invece, sembra che a tutti vada sempre bene tranne che a me.
Mondo: va bene! Mi hai rotto! Raccogli quella monetina che ti è caduta sotto al tavolo.
Io: non ho nemmeno una moneta.
Mondo: allora sarà caduta a qualcun’altro prima di te. Raccoglila ed entra dentro questa tabaccheria. Compra un gratta e vinci!
Io: oooo! Che figata! Vado subito. Costa giusto 2€, il prezzo della moneta trovata per terra. Gratto. Una settimana, 70€, 200€, una settimana,.. Aspetta. Non ci credo! Ho vinto qualcosa! Il montepremi massimo! Avrò soldi per sempre! Ogni settimana! È incredibile! Allora esisti! Ti sei ricordato di me finalmente, fortuna!
Mondo: attenzione!!!
Io: a cosa?
Mondo: al tram!!!
Peccato. Troppo tardi.
Mondo: chi è il prossimo che ha voglia di lamentarsi?

Reportage del cervello: 2 minuti di ripresa

O che bella giornata! Sembra ci sia qualche chance che venga fuori anche un raggio di sole! Che palle pero’ doversi alzare dal letto. Va beh, dai metto su il tè veloce e torno tra le coperte. Ma ormai che sono qui tiro fuori anche i biscotti e va beh faccio colazione.

Driiiin, suona il telefono. Chi è di prima mattina?

ciao!

ciao!

come va?

bene grazie, tu?

bene. Silenzio. Ora che vuole? Che mi metta pure ad intrattenere? Che palle!

Comincio ad ascoltare, nel frattempo penso: il bucato sarà disteso? Il tè missache’ sta bollendo. Sento odore di cacca. Ecco perché piange. Devo cambiare il pannolino. Sento di nuovo silenzio. Mi avrà chiesto qualcosa? Rispondo di sì. Tanto me lo ripeterà altre mille volte.

Che bei ricordi quella maglietta che indossa mio marito sta mattina. Quanto gli salterei in braccio subito. Già mi manca. Non riesco a concepire che stia andando al lavoro per un altra intera giornata.

Devo tirare fuori il tappetino, pagare la bolletta e fare i buchi al bicchiere. Aspetta che mi lavo le mani e vengo.

Eccoti qua! Non si mette in bocca la tovaglia amore!

avro messo giù il telefono? Aspetta che già che ci sono scatto una foto di questo momento. E la What s up o subito alla mamma! La mia mamma! Perché non mi caga?

Shhh!!! Non dire una parola!

Perche?

perché è qui in macchina accanto a me.

chi?

quella persona di cui vuoi dirmi cosa pensi

ma figurati se direi mai male di qualcuno. Tanto lo so che ciascuno in fondo sa quel che vale. Tutti a volte ci sentiamo bravi, fighi, sicuri, forti ecc. E spesso basta poco, qualcosa tipo lo schianto con la realtà, per renderci conto che al massimo lo siamo per i propri genitori; che c’è  sempre qualcuno più intelligente, più grande, più bello, insomma migliore.

Se hai un idea, carico di entusiasmo, ti appropinqui mentalmente al business planning, quando ti rendi conto che qualcuno prima di te lo ha già fatto è ancora meglio di quanto tu stesso saresti stato in grado. O se sei proprio innovativo, rischi di cadere nell’ipotesi contraria? “Com’è che non ci ha ancora pensato nessuno? Non è che sia una cagata?” Probabilmente lo è. Ma chissenefrega!

Il mondo esiste. Ne facciamo parte. Ci confrontiamo con tutti ma non dobbiamo niente a nessuno. Tutto quello che ci serve è già dentro noi. E non ci sono regole migliori se non la propria indole, il proprio istinto, il nostro essere. Non c’è giusto o sbagliato, migliore o peggiore, siamo solo diversi, ognuno a proprio modo, un insieme infinito di aspetti che ci rendono unici e speciali. E non credo ci sia nulla di più importante del capirlo, rispettarlo e farne tesoro.

IL GIOCO VALE LA CANDELA?

Le cose da fare sono tante. Il tempo ė poco. Riuscire il tutto ė impossibile. Ė proprio qui che sorge il dubbio:  il gioco vale la candela?

A cosa siamo disposti a rinunciare? Ai nostri sogni? Alla carriera o alla famiglia? Dov’è la propria passione? È quella che ci guida nelle scelte o è quella cosa dimenticata in fondo all’armadio col pensiero che prima o poi la potremmo indossare ma l’occasione giusta stenta sempre ad arrivare?

Io me lo chiedo spesso e non riesco ancora a trovare una risposta. A volte mi sembra verde, altre rosso, insomma dipende dai momenti. Quando do da mangiare al lupo ottimista mi sembra di riuscire ad avere sia la botte piena che la famiglia felice, quando invece nutro il mio profondo pessimismo mi sembra tutto impossibile.

TRaSgreSsioNi

mmm.. Parola che solitamente ha un accezione negativa eppure suscita sempre una certa curiosità. Come mai?

Forse perché in fondo a ciascuno di noi piace fare qualcosa che vada al di là delle “regole” del buon costume, della società, ecc. Per me invece è un ottimo antidoto alla monotonia: l’unico modo di evolversi, di uscire dagli schemi per provare qualche altra soluzione. Non penso ci saremo evoluti se fossimo rimasti sempre dell’idea di vestire tuniche e se uomini andare a vedere allo stadio i gladiatori combattere, invece dei calciatori giocare. Svago ad oggi ovviamente consentito anche alle donne, una volta considerato tabù, persino il voto, ecc.

poi dipende da caso a caso. A volte nel concreto sono più trasgressivi i pensieri, l’immaginazione è più pericolosa, se così si può dire, dei fatti in se.

Senza blaterare troppo. Cos’è per te una cosa trasgressiva che vorresti taaaanto fare ma per qualche ragione non puoi?

per me:

ERA, bruciare scuola (che figata:-)

poi l’università

poi il lavoro

poi le faccende domestiche

e cosi mi sono ritrovata piano piano sempre più vicino alle sole cose che mi interessano davvero, a me stessa. Questo è l’unico modo che conosco per capire cosa voglio, ma soprattutto cosa NoN VOgLiO!