inversamente proporzionale

Mi sono accorta di una cosa, forse banale: la proporzione tra l’entusiasmo e l’età.

Da piccoli sembra tutto una figata; con l’adolescenza anche i sogni cominciano a crescere. Si inizia persino a credere di poter conquistare il mondo. Ed ecco che iniziano le delusioni:  prima l’amore, poi gli studi,.. tutte cose di cui si cerca di farne la propria forza (tentativi inutili di consolarsi).

Una volta poi arrivati, ognuno al suo apice, si cerca di trovare la propria dimensione, a familiarizzare con l’habitat che abbiamo scelto; un passo in avanti, uno indietro per trovare quello che non sappiamo di star cercando: nuovi lavori, nuove passioni, giri e quant’altro, interrogandoci:  abbiamo fatto bene? male? cosa avremmo invece dovuto fare o evitare? ma soprattutto: siamo ancora in tempo? E allora si ricomincia. Tutto da capo. Solo che non è più la stessa cosa. Tutto va più veloce, le giornate sembrano più corte, le stagioni passere senza rendercene conto, gli anni volare e dentro questo vortice l’entusiasmo passare, soffiato via dalla brezza che soffia tra i primi capelli bianchi.

Poi lo si cerca ancora, e ancora, ovunque. Solo che ormai, appena arriva, svanisce subito. fino a che smette del tutto di arrivare. ma dov’è? chi sei?

ENTUSIASMO!!!????? dove sei finito????

oltre non ci sono ancora arrivata. Ma sogno ancora quel sorriso…..stampato sulla mia faccia quando vedevo le 11.05 sulle lancette dell’orologio al mio polso: indicavano la ricreazione.

una favola

Arriva una fatina e mi dice:
“Ho una bacchetta magica con cui posso renderti immortale!”
“Che figata!”Le rispondo.
“Forza! Scegli un momento e ti rendo immortale per sempre!”
“Ok”
Allora, oggi no. Penso tra me e me. Ieri non è il massimo. Ma andiamo un po’ indietro, alle emozioni forti. Ehm, ma se non vivo questo poi non posso arrivare a quello è provare quell’altro. Allora andiamo avanti. Voglio comunque vedere cosa succede. Ho ancora voglia di scoprire, di esplorare, di vagare nell’ignoto.
“Ci ho pensato, cara fatina!’ le dico.
“Allora via con la bacchetta!’
“No! Ho deciso che voglio rimanere così come sono. Ora, in questo posto, proprio in questa condizione. Perchè la cosa che rende bella la mia vita è proprio la consapevolezza che non sia per sempre.”

Questioni di prospettiva

Una volta passeggiando guardavo la gente e pensavo: chissà quanto bene si sta lì dentro quelle case con le luci accese, chissà come ridono, cosa mangiano. Mi sembrava che chiunque fosse più fortunato di me, più bravo e migliore.
Aspettando l’autobus sotto la pioggia immaginavo i sedili delle macchine che passavano sulla strada e pensavo: “chissà quanto saranno comodi.”
Immaginavo il comfort come un traguardo irraggiungibile, l’amore come una fantasia delle fiabe e l’amicizia un auspicio prediletto per pochi.
È passato un po’ di tempo da allora e sono un po’ cresciuta; insieme a me anche la prospettiva da cui guardo le stesse cose. È come se fossi salita su una scala, anzi, su una torre e dall’alto guardassi lo stesso paesaggio. Nelle mani ora mi sembra di avere una lente di ingrandimento e riesco a scrutare ogni minimo dettaglio: l’unica cosa che mi sembra oggi è che da nessuna parte è meglio che a casa mia, così com’è.

Reportage del cervello: 2 minuti di ripresa

O che bella giornata! Sembra ci sia qualche chance che venga fuori anche un raggio di sole! Che palle pero’ doversi alzare dal letto. Va beh, dai metto su il tè veloce e torno tra le coperte. Ma ormai che sono qui tiro fuori anche i biscotti e va beh faccio colazione.

Driiiin, suona il telefono. Chi è di prima mattina?

ciao!

ciao!

come va?

bene grazie, tu?

bene. Silenzio. Ora che vuole? Che mi metta pure ad intrattenere? Che palle!

Comincio ad ascoltare, nel frattempo penso: il bucato sarà disteso? Il tè missache’ sta bollendo. Sento odore di cacca. Ecco perché piange. Devo cambiare il pannolino. Sento di nuovo silenzio. Mi avrà chiesto qualcosa? Rispondo di sì. Tanto me lo ripeterà altre mille volte.

Che bei ricordi quella maglietta che indossa mio marito sta mattina. Quanto gli salterei in braccio subito. Già mi manca. Non riesco a concepire che stia andando al lavoro per un altra intera giornata.

Devo tirare fuori il tappetino, pagare la bolletta e fare i buchi al bicchiere. Aspetta che mi lavo le mani e vengo.

Eccoti qua! Non si mette in bocca la tovaglia amore!

avro messo giù il telefono? Aspetta che già che ci sono scatto una foto di questo momento. E la What s up o subito alla mamma! La mia mamma! Perché non mi caga?

TRaSgreSsioNi

mmm.. Parola che solitamente ha un accezione negativa eppure suscita sempre una certa curiosità. Come mai?

Forse perché in fondo a ciascuno di noi piace fare qualcosa che vada al di là delle “regole” del buon costume, della società, ecc. Per me invece è un ottimo antidoto alla monotonia: l’unico modo di evolversi, di uscire dagli schemi per provare qualche altra soluzione. Non penso ci saremo evoluti se fossimo rimasti sempre dell’idea di vestire tuniche e se uomini andare a vedere allo stadio i gladiatori combattere, invece dei calciatori giocare. Svago ad oggi ovviamente consentito anche alle donne, una volta considerato tabù, persino il voto, ecc.

poi dipende da caso a caso. A volte nel concreto sono più trasgressivi i pensieri, l’immaginazione è più pericolosa, se così si può dire, dei fatti in se.

Senza blaterare troppo. Cos’è per te una cosa trasgressiva che vorresti taaaanto fare ma per qualche ragione non puoi?

per me:

ERA, bruciare scuola (che figata:-)

poi l’università

poi il lavoro

poi le faccende domestiche

e cosi mi sono ritrovata piano piano sempre più vicino alle sole cose che mi interessano davvero, a me stessa. Questo è l’unico modo che conosco per capire cosa voglio, ma soprattutto cosa NoN VOgLiO!

BOH

Ognuno pensa di avere ragione, di essere simpatico col proprio humor, di essere in qualche modo giusto. Ma allora come si fa ad andare d’accordo? Qual’ė il modo migliore per rompere questo cerchio del cane che si morde la coda?

a mia volta ho sempre pensato di difendere le mie idee, ma con l’età mi rendo sempre più conto che non si guadagna nulla se non un inutile spreco di energia.

quindi fatti i “conti”, intendo non solo tra guadagni e sprechi ma più che altro con se stessi, cosa è’ più opportuno fare: lasciar credere con una finta risata di divertirsi, di annuire cercando di nascondere il missaccordo, o continuare inutilmente a cercare a tutti i costi un improbabile punto di incontro?

I MAESTRI MIGLIORI

I BAMBINI!
Non si finisce mai di imparare da loro:
– niente pregiudizi,
– nessun preconcetto,
– alcuna paura
– senza limiti!
Basta un sorriso per farsi aprire il mondo e rendersi conto che tutto è possibile!
simpatici_bambini

vivere senza lavorare

VIVERE SENZA LAVORARE? IMPOSSIBILE

LAVORARE SENZA VIVERE? SI PUò ANCORA FARE

ANZI, sembra quasi invitante ad oggi.  Sembra che tutti aspirino ad un lavoro fisso in cui sbattersi dalla mattina alla sera per quei pochi spiccioli che a stento bastano per procurarsi i mezzi necessari per far fronte alla necessità di andare a lavorare.

Sprecano il tempo che non hanno, facendo quello che non gli va, per guadagnare soldi da spendere prima ancora di percepirli, per comprare cose inutili, per fare colpo su persone che nemmeno piacciono.

certo, sprizzo proprio ottimismo oggi. me ne rendo conto. ma secondo me è peggio della disoccupazione pura, nella quale tra l’altro non credo affatto. posti di lavoro ce ne sono e parecchi. è che la gente si è stufata. stanno cercando nuove strategie, nuovi modi per ottenere entrate, magari anche passive. insomma, non si ha più voglia nè interesse di lavorare nella “vecchia” maniera in un’epoca così “nuova”. in cui on line circolano miliardi e l'”ingiustizia” più pura vige ovunque.

ma come fare? non lo so! eppure c’è chi ce l’ha fatta. forse inseguendo le proprie passioni, trasformandole in valore utile ad altri e condividendolo. ma chi non ha talento, passioni od altro? o non le sa vendere?

LA COSA GIUSTA – QUAL’E’? THE RIGHT THING – WHICH ONE IS IT?

La-cosa-giusta-da-fare

L’unico modo per fare la cosa giusta è sbagliare TANTE VOLTE! è la matematica che me lo ha insegnato, il calcolo delle probabilità, cioè la vita di tutti i giorni. Purtroppo non sono mai riuscita a capire quale fosse la strada giusta prima di aver provato quella sbagliata! Non sono ancora arrivata alla meta, ma almeno ne ho già escluse un bel pò, e credo sia un gran bel passo in avanti!

L’augurio che faccio a ognuno di voi per questo Natale è di fare quello che vi diverte, sorridere e riuscire ad essere se stessi con quelli che vi circondano!

CIN!

The only way to do the right thing is to mistake MANY TIMES! is the math that I have learned every day;  the calculation of probabilities. Unfortunately I never could figure out which was the right way before I haven’t tried the wrong one! Even if I haven’t yet reached the goal, at least I have already excluded quite a while, and I think it is a great step forward!

What I wish to each of you for this Christmas is to do what enjoys you, to smile and be yourself with who surrounds you!

CHEERS!