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PAURA DI VIVERE

Qual’è la vostra paura più grande? Quella che tutti hanno e nessuno lo dice mai? La paura di morire direbbero tutti.

Ebbene no, non è proprio cosi’.  Vedo spesso gente terrorizzata dalla paura di VIVERE, imprigionati nelle proprie catene fatte da loro stessi, gente piena di talento, con mille capacità. Persone libere di viaggiare, di parlare, di esprimersi in ogni modo,  che si inchiodano alle proprie insicurezze e ne fanno la propria gabbia. Sono stanca di avere a che fare con queste persone che fanno le vittime e si lamentano delle proprie scelte.

Chi glie lo fa fare?

Non ti piace il lavoro che stai facendo?

CAMBIALO!

Non ti piace più tuo marito perchè è grasso e pelato ed è incorporato al divano la sera con il telecomando in mano e le orecchie e la bocca tappate?

CAMBIALO!

La tua amica non capisce un cazzo?

MANDALA A CAGARE!

Qualcuno, una volta,  mi ha raccontato una barzelletta che era più o meno cosi’: “Un uomo va al lavoro e  tutti i giorni, durante la pausa pranzo, tira fuori il suo panino e mentre lo mangia di gusto, tra un boccone e un altro, dice: NOOO, CHE SCHIFOOO! LA PANCETTA NON MI PIACE PROPRIO! NON LA DIGERISCO! MI FA MALE! E’ TROPPO GRASSA E LA ODIO! Però lo mangia tutto fino alla fine. Dopo due o tre giorni, un suo collega, stanco di sentirlo lamentarsi, gli chiede: Ma non puoi dire a tua moglie che non ti metta la pancetta nel panino, visto che proprio non ti piace?                                                                                                                                                                                                 Al che lui risponde: Che c’entra mia moglie? Io non sono mica sposato! Il panino me lo preparo da solo ogni mattina!”

Beh, io credo che questa sia la realtà di ognuno di noi. Tutto quello che facciamo siamo noi che lo scegliamo. Ogni cosa bella è merito nostro. E cosi’ ache ogni cosa “schifosa” siamo stati sempre noi a sceglierla.  Perciò, visto che abbiamo la capacità di scegliere, cerchiamo di scegliere le cose che ci piacciono e che ci fanno stare bene! Liberiamoci dalle situazioni pesanti che ci stressano, dalle persone brutte che ci deprimono, dai lavori che non ci piacciono. Cerchiamo di vivere la propria verità.

“Ma è un lavoro che faccio da 20 anni!” qualcuno mi dirà. “Si’, non ne posso più, non mi piace per nulla. Ma come faccio a cambiarlo?”

Semplice. Scrivi una lettera di dimissioni, dai il preavviso e appena scaduto il termine te ne vai. In questi vent’anni che lavori, spero che tu abbia capito qualcosa in più e sia cresciuto e ti sia sviluppato sia come lavoratore che come persona. E’ ovvio che quel lavoro non ti soddisfa più dopo tutto questo tempo, perchè è il lavoro per quella persona che eri vent’anni fa! E come allora hai trovato il lavoro che faceva per te, oggi troverai quello che ti gratifica per quello che sei diventato oggi. Ma il primo passo è liberarti il tempo, la testa e fare spazio nella tua vita per il lavoro che veramente ti piacerebbe fare. E farlo al meglio!

Lo stesso vale per ogni relazione.

“Ehm. Ma siamo sposati da una vita. Ormaaai.”

Mi sento dire spesso.

Benissimo! Continua a vivere infelice e salutami il tuo infelice e annoiato marito! In bocca al lupo per le corna e non vi stupite se i vostri figli saranno quelli più infelici di tutti!

Ma che te ne frega se sei stata con questa persona per tutta la vita! A maggior ragione è ora di mollarla! Non hai mica un’altra vita da vivere! Una intera di merda l’hai già buttata, riprenditi almeno il poco tempo che ti resta e cerca di vivere come ti piace, con chi vuoi tu, con la persona che ti rende felice veramente al tuo fianco!

“Ma come faccio? Non è mica semplice! La fai facile tu!”

Che ci vuole? Prendi il tuo compagno e per una volta PARLACI in modo sincero. Vedrai che ti capirà e sarà una liberazione anche per lui. Visto che in un rapporto si è in due e se non funziona, non funziona per entrambi. C’è poco da fare. E’ tutto reciproco. Si tratta di sentimento. O c’è o non c’è. Non lo si può costruire. Lo si può coltivare, curare, alimentare. Ma se è morto, è andato. Ciao! Non si può risorgere. E’ la natura. E per quanto ti impegni a far andare le cose, a sistemarle come dicono in molti, per quanto cerchi di incollare i pezzi frantumati, le crepe faranno sempre penetrare qualsiasi cosa ci metti dentro. Il sentimento che provi tu, lo provi solo perchè lo prova anche l’altro. E’ reciproco. Si trasmette in modo biunivoco. Non provare inutilmente a tenere in piedi quello che non serve a nessuno. Nè a te, nè tanto meno al tuo compagno. I figli crescono bene in un ambiente dove si sentono amati, lontano dallo stress e dai litigi; anche loro percepiscono perfettamente i sentimenti, dietro ad ogni sorriso. E piuttosto preferirebbero avere dei genitori separati che averli nella stessa casa, dove l’aria è irrespirabile.                                                                                                                                                                 Non si tratta di una rottura. Ma proprio dell’inizio di una nuova realtà, di quella vera, in cui tu sei te stesso e ti senti amato e apprezzato per quello che sei. Ognuno può essere felice. E’ che la gente è ABITUATA al proprio male. E’ solo questione di comfort. Si è troppo pigri anche solo a dover pensare. Nessuno ha più il tempo di farlo. E poi abbiamo questo cervello programmato sempre sul data base delle informazioni che è abituato a ricevere giorno per giorno e tende sempre a proteggerci dallo stress, dai pensieri strani, dai CAMBIAMENTI!

Beh, Buona fortuna a chi si ostina a mangiare il proprio panino con la pancetta, se proprio non riesce a farne a meno! Però almeno, smettetela di lamentarvi!

Non vi si può sentire!

39 comments

  1. maia · ottobre 28, 2013

    Per cambiare il esterno di noi e bisogna prima cambiare il interno, vol dire il concetto con quale viviamo il nostro presente. E troppo semplice credere che i cambiamenti dipendano solo da noi. Devi essere un inseme di cose per fare un cambiamento di successo. Qomunque, la cosa ti fa pensare e ti da coragio per afrontare le paure.

  2. peakperspective · marzo 12, 2014

    Sage and thoughtful words. Everything makes perfect sense, but you’re words have made the path to change crystal clear. Beautifully said! Cheers to you. 😉

    • carolinsigna · marzo 13, 2014

      Thanks but I’m not sure I understood what you meant “you’re words have made the path to change crystal clear”

      • peakperspective · marzo 14, 2014

        Part of the translation error comes from the fact that I typed too quickly. I meant to say YOUR words, not ‘you are’ words. My mistake.
        And simply put, life is short, you spend a long time dead. It’s best we spend it fully and with heartfelt intent – enjoying it as much as possible and not sacrificing our time with choices we think we’re supposed to be making.
        Any clearer?
        My thoughts remain the same. I agree with you wholeheartedly. 🙂

      • carolinsigna · marzo 14, 2014

        YES! Now everything makes sense:-) I really liked what you said: “you spend a long time dead”. How true this is! So lets begin to live:-)

  3. Filippo · marzo 12, 2014

    Apprezzato tutto.. soprattutto le ultime righe. Se proprio non riesci o non vuoi cambiare.. almeno smettila di lamentarti! 🙂

  4. missjanetz · marzo 12, 2014

    Io condivido sulle relazioni umane. Sul lavoro – sto prendendo proprio ora quel tipo di decisione – non penso sia così facile. Se per istruzione e per un passato in cui le competenze si sono formate in un certo ambito, al giorno d’oggi non è facile cambiare mestiere. Non è facile perchè trovare lavoro, e per lavoro intendo un impiego che permetta di essere indipendenti come minimo, non è affatto facile. Si pagano le scelte sbagliate da giovani, l’università lasciata per motivi indipendenti da noi stessi, o per l’illusione di una strada che sembrava sicura. Certo ci si può sempre provare, ma ci vuole coraggio, tanto coraggio e non sono pochi quelli che si ritrovano a terra e devono ripiegare sotto il tetto dei genitori. Sul lasciare un marito non posso dire, non mi trovo in queste condizioni. Forse più che l’abitudine preme quel tarlo che qualcosa, ancora, possa cambiare. Che quella persona che amiamo, possa ricambiare.
    Baci.

    • carolinsigna · marzo 13, 2014

      Il primo passo lo hai già fatto. Il più importante. Te ne sei resa conto. Non colpevolizzarti per nulla. Tutto serve. Anche il non aver finito l’università o altre scelte che ora sembrano sbagliate. Complimenti per il tuo blog! Non è da tutti! Sono certa che ce la farai ad arrivare esattamente dove vuoi, basta che definisci bene gli obiettivi. Magari prova a scriverli su carta, suddividendoli in piccoli passi, trasformandoli cosi’ da sogni a progetti ed inseriscili un pò alla volta nella tua agenda, cosi’ ti avvicinerai sempre di più senza nemmeno accorgertene a quello che ora ti sembra impossibile. Mi è piaciuta la parte sul marito! Speriamo!:-)

      • missjanetz · marzo 13, 2014

        ^_^
        Io su carta metto già tutto, o su file! Infinite liste di pro/contro e possibili traguardi. Ma a volte forse punto troppo in alto. Non parlo del lavoro, ma di ciò che vorrei da me stessa.
        Ma il mio motto é: celapossofarcela! 😉

      • carolinsigna · marzo 13, 2014

        Che forte!

      • missjanetz · marzo 13, 2014

        😉

      • carolinsigna · marzo 14, 2014

        Prova cosi: prendi un foglio bianco e dividilo a metà. Da un lato scrivi TUTTE le cose che TI PIACE fare, e dall’altro quello che TI RIESCE. Ma fallo per te stessa, mettendoci dentro anche le voci più intime. Magari da un lato troverai che ti piace cantare, ma non lo ritroverai tra le cose che ti riescono. Individua poi le poche cose che trovi sia da un lato che dall’altro ed evidenziale. Questo potrebbe aiutarti a concretizzare i tuoi veri obiettivi.
        Comunque sia il tuo motto è giusto! celapuoifarcela!;-)

  5. missjanetz · marzo 14, 2014

    Questo è un ottimo consiglio che seguirò sicuramente! Grazie! 😉

  6. lescoppiate · marzo 16, 2014

    Basta panini con la pancetta, spesso accadde che siamo così abituati a lamentarci che creiamo le condizioni x farlo. Non ci spaventa la sofferenza, ma la felicità. Ciao

  7. Lady L. · aprile 2, 2014

    Bello parole! Condivido in pieno.

  8. cormi57 · aprile 24, 2014

    Grazie Carol per avere aderito al mio blog. Ho letto attentamente questo tuo articolo e vorrei scrivere un fiume di parole, ma lo spazio e’ poco e la pazienza di leggere ancora meno 🙂
    La mia esperienza insegna che nel nostro mondo la liberta’ assoluta non esiste: non ti piace questo? Non lo fare!; Vuoi cambiare? Cambia!. Questa liberta’ e’ retaggio degli dei, noi siamo uomini e dobbiamo accettare un compromesso fra cio’ che vorremmo essere e cio’ che siamo. Ti nvito ad ascoltare in proposito qualcuna delle mie riduzioni audio dei poemi assiro-babilonesi: Hatra-Hasis e il poema della creazione, ad esempio. ma anche Ea e Hatra-Hasis. Beh, gia’ cinquemila anni fa si ammoniva l’uomo a non cercare di imitare gli dei. Un vecchio professore di letteratura greca, un vero barbogio, mi disse una volta queste parole, riferendosi a un detto in uso presso gli antichi Greci. I greci dicevano: “Eh, gli dei hanno dato tutto agli uomini, …ma la felicita’…, la felicita’… quella hanno voluto tenersela per sé”
    .
    Ciao! Un cordiale saluto dal tuo amico Mirco!
    (in realta’ non sono di carattere cosi’ ponderoso come mi hai costretto ad essere con queste tue parole in liberta’ 🙂 🙂 🙂

    • carolinsigna · aprile 24, 2014

      Hai ragione, Mirco! Troppa filosofia greca, assiro.babilonese,.. 🙂 ma ascolterei volentieri l’audio dei poemi. Mi manderesti il link?

      • carolinsigna · aprile 29, 2014

        Non posso che dirti: COMPLIMENTI!

      • cormi57 · maggio 4, 2014

        si’, il Mito di Adapa corrisponde meglio a quanto volevo dire. Ma noi esseri umani abbiamo uno strumento per liberarci dal servaggio della vita su questo mondo, e lo strumento e’ la nostra creativita’: la letteratura, la poesia, la musica, la danza. Ne ho dimenticato qualcuno o qualcosa? Aiutatemi, per favore. E’ per questo che siamo qui fra questi blog, per esprimere la nostra creativita’.
        Ciao! 🙂

      • carolinsigna · maggio 7, 2014

        la cucina! 🙂

  9. cosinonvale · aprile 26, 2014

    Sono perfettamente e pienamente d’accordo con quello che dici!! ma, a volte, faccio parte del gruppo che vuol “continuare a mangiare il panino con la pancetta”..e ahimè non vorrei proprio.
    Spesso c’è la paura di buttarsi perchè non si sa mai verso cosa si può andare incontro..” e se fosse peggio di quello che già ho?”..ma dall’altra parte mi dico “non ci perdo nulla, visto che la situazione odierna non mi va più bene”..eppure a volte mi manca avere le palle. (scusa la schiettezza). Mannaggia!!ci devo lavorare su quest’aspetto!!
    Però almeno, evito accuratamente di lamentarmi perchè sarebbe da veri ipocriti!

    • carolinsigna · aprile 27, 2014

      La pancetta non è male.. certo.. c’è di peggio. Forse un modo però per farsi coraggio è immaginarsi di doverselo mangiare ancora moooolto a luuuungo! O addirittura per sempre! Senza alcuna possibilità di assaggiare altri sapori..forse anche peggiori a volte, ma è l’unico modo per trovare ciò che ti piace veramente.. che ti rende felice,.. di cui non potresti mai fare a meno.

      • cosinonvale · aprile 27, 2014

        Non posso che essere nuovamente d’accordo..imparerò prima o poi..spero prima possibile.
        buona domenica!

      • carolinsigna · aprile 27, 2014

        Ne sono certa! Buona domenica a te!

  10. robertoferro · maggio 26, 2014

    E’ bello il testo, spiritoso e ben scritto!

  11. agersocialslow · maggio 26, 2014

    Forse magari si potrebbe provare con il lardo di Colonnata, ma certo devi dare prima le dimissioni e poi andare in banca. Per una rapina…Eccesso di cambiamento!

  12. MissMetal91 · settembre 2, 2014

    E’ una delle cose migliori che abbia mai letto! 😀 complimenti per il blog ❤

  13. soulsister91 · settembre 4, 2014

    Pazzesco come avessi bisogno di leggere proprio queste parole e sia capitata qui!! Grande, bell’articolo! 🙂

    • carolinsigna · settembre 5, 2014

      Grazie! Fa ancora più piacere a me che possa servire a qualcuno quello che scrivo!

  14. cecconijavier · settembre 5, 2014

    bellissimo post e condivido in pieno ciò che scrivi. Ho fatto anche io le mie scelte e anche se sofferte hanno portato un cambiamento positivo nella mia vita. Credo che quando se ne presenterà la necessità cambierò ancora, ancora e ancora…

  15. Lo Zuppone · ottobre 8, 2014

    Quando un individuo vive nella “propria zona di confort” rischia di abituarsi. L’abitudine è una “brutta abitudine”. Per cambiare è necessario prendere delle decisioni oppure arrivare ad un limite tale che necessariamente ti conduce ad un cambiamento obbligato. Per cambiare gli altri, è necessario prima cambiare sè stessi. In generale il cammello lo si può portare alla fonte, non si può obbligarlo a bere.
    Come mai allora è così difficile cambiare ? Per le nostre paure. Per le nostre convinzioni. Per quello in cui crediamo.

  16. ©Elisa · aprile 12, 2016

    “Non arrivate al punto di farvi piacere la vostra solitudine /o abitudine/ ché quella stronza ha il suo fascino e ve ne potreste innamorare.”
    Ti leggo sempre con vero piacere 🙂
    Ala prossima … con sorriso!

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