Oggi

C è nulla di più spaventoso della paura. Nulla di più pesante del pensiero. Non è così terribile restare in casa quanto il pensiero di non poter uscire.

come faccio io? Invece del pigiamo scelgo i vestiti belli  così invece di girare come uno zombie, dormo vestita bene.

penso alle miliardi di cose che dovrei fare in casa così sembra che il momento giusto per farle non arrivi mai comunque:)

e aspetto, aspetto come tutti. Non so cosa ma EVITO DI FARE PROGRAMMI. Aspetto senza fare programmi. Così evito ulteriori frustrazioni. Una specie di, “quando sarà finita, quando sarò grande, un quando al quale nel frattempo mi preparo che possa anche non arrivare più.”

insomma, non vivo come fosse già  l’ultimo giorno, ma apprezzando lo stesso iltantissssimo che abbiamo. Forse l’unica cosa che manca è proprio la PAZIENZA.

Isole di plastica. Ghiacciai che scompaiono. Metano pronto a scoppiare sotto quello che rimane del Polo  Nord:

Io scrivo. Faccio figli. Sono legata in qualche modo a questa terra. Vorrei lasciare qualcosa dopo di me, possibilmente di bello.

Non sono una scienziata, non so cosa si possa fare, di certo però non posso non fare nulla.