BOLLINGER

Cose dette di troppo. Figuracce. Altre dette affatto.

Perché? Che sia questa la spontaneità? E cosa c’è di bello?
Avessi modo di rivivere qualche momento, ho l’impressione che riuscirei di gran lunga meglio, che renderei di più.
Significherebbe però rinunciare proprio a questo, alla brezza dell’aria che sento quando mi tuffo nel vuoto di me stessa, alle prese con gli altri. Nel vano tentativo di colmare proprio quello che sembra io non abbia mai coraggio di fare: vivere.

Ormai i ricordi cominciano a confondersi con la fantasia.

Mi sento pronta però a prendere in mano un bel bicchiere di Bollinger (sapore per me ancora sconosciuto:-) e brindare; brindare al coraggio, alla paura, brindare ad un cane che ti accoglie felice quando torni a casa.

 

Ebbrezza

– Hai ago e filo, per caso?
– Come, scusa?
– No, è che volevo attaccare bottone..
Un leggero sorriso vedo sfiorare le sue labbra carnose. Mi sembra di conoscerla da sempre. Semplice, bella, interessante. Voglio giocarci, farla arrabbiare, stuzzicare. Peccato però che l’autobus sia già arrivato, il mio. Lei, invece, resta ad aspettarne un altro.
– “Che faccio?”

via

come i pezzettini di Lego vorrei mettere via la sera nella loro scatola tutti i miei pensieri. Spezzettati, incastonati, colorati girati e rigirati fino a dire: Basta! è ora di dormire. liberare la mente e fare i famosi sogni d’oro..