Feste

Scartati sorrisi sotto l’albero, strapazzati e gettati nella spazzatura assieme alle carte dei regali.

Avanzi di pietanze deliziose che ricordano il perchè li si mangi così di rado.

Ancora tanto da sistemare, da mandare giù e da cambiare.

Il profumo del Natale lungo le strade addobbate con luci colorate.

I posti talmente affollati che  fanno venire  la voglia solo  di scappare.

Alla fine, la cosa più bella del Natale, per me, è che sia finalmente  passsaato.

Speravo che almeno le pubblicità in TV riprendessero l’iter regolare, invece ora siamo invasi dalle CALZE:-)

 

una favola

Arriva una fatina e mi dice:
“Ho una bacchetta magica con cui posso renderti immortale!”
“Che figata!”Le rispondo.
“Forza! Scegli un momento e ti rendo immortale per sempre!”
“Ok”
Allora, oggi no. Penso tra me e me. Ieri non è il massimo. Ma andiamo un po’ indietro, alle emozioni forti. Ehm, ma se non vivo questo poi non posso arrivare a quello è provare quell’altro. Allora andiamo avanti. Voglio comunque vedere cosa succede. Ho ancora voglia di scoprire, di esplorare, di vagare nell’ignoto.
“Ci ho pensato, cara fatina!’ le dico.
“Allora via con la bacchetta!’
“No! Ho deciso che voglio rimanere così come sono. Ora, in questo posto, proprio in questa condizione. Perchè la cosa che rende bella la mia vita è proprio la consapevolezza che non sia per sempre.”

Come nessuno

Piercing, colori e tatuaggi; tentativi stravaganti di identificarsi. Allo stesso tempo tutti nella stessa fila a seguire miti irraggiungibili, modelli inimitabili e voglia di appartenenza. Insomma voglia di essere COME, nel vano tentativo di personalizzarsi. La confusione è tanta. La certezza una sola: nella propria pelle in pochi si trovano, in meno ancora ci stanno bene; ma soprattutto quella degli altri sembra sempre migliore.

Io cosa ne penso? Esattamente il contrario. Credo che per quanto si cerchi di imitare, non potremmo mai essere come nessuno. Siamo tutti diversi, anzi, diversissimi. Ognuno fatto a modo suo, particolare, unico ed irripetibile. Ed è proprio questa la ricchezza più grande in assoluto: la diversità.

perchè?

Sento il pio di un uccellino. Mi piace. Mi sa di primavera. Di serenità.

Mi immagino immersa nella natura, nel verde di un bosco in mezzo alla montagna; davanti a me un lago blu. Il cielo è sereno e il sole splendente.

Se ci dovessi restare per un tempo limitato, penserei: “nooo, tra poco devo tornare.”

Se dovessi restarci per sempre, penserei: “noooo, e ora cosa faccio qui in mezzo al bosco?”

Insomma. Come sempre da giovani si vuole essere grandi. Da grandi piccoli. Da grassi a magri e cosi via.

La domanda che mi faccio è una sola: “ma perché?????”