Via il dente, via il dolore!

Via il dente, via il dolore!
si usa dire.

Allora eliminiamo l’amore così nessuno rischia di soffrire?

O è meglio curare le ferite e cercare rimedio?

Io non lo so.

Da un lato credo che l’amore vada coltivato, come una pianta, un cane o un figlio, insomma come una vita,

dall’altro sono convinta che sia qualcosa di spontaneo;

o c’è o non c’è.

L’interrogativo sorge quando stenta a farsi sentire,

quando l’emozione prende il sopravvento, sovrastato dalla razionalità

che mette in gioco tutt’altri fattori:

tempo, amicizie, denaro.

Che siano finiti i tempi del “vissero per sempre felici e contenti?”

che siano mai esistiti?

O sono semplici parole intrappolate nelle pagine di favole fatate per bambini

che non conoscono ancora la paura,

che hanno ancora fiducia

e credono nei sogni.

E se così fosse,

perchè illuderli?

Non è che in fondo ci crediamo anche noi?

Se no perchè aspettiamo ancora che arrivi Babbo Natale

che in un modo o in un altro non stenta mai a farci trovare i regali sotto l’albero?!.

Relazione tra passato e futuro

Sento discorsi di giovani che arrotolano sigarette seduti sul motorino e comincio a sentire il languorino di gioventù in gola. Diventa sempre più oprimente quando guardo il mio trascorso con la lente di ingrandimento e mi rendo conto di quanto tempo ho sprecato a fare cose che pensavo di dover fare. Dovere dovere dovere? Ma perchèèèè questa convinzione? Dove la prendevo questa convinzione che se avessi fatto quello che pensavo di dover fare sarebbe andato tutto bene? Ho voglia di tornare indietro per mangiare a gran bocconi tutte quelle prelibatezze così delicate che c’erano attorno al mio vissuto che non ho mai avuto il coraggio di assaggiare.

Ma la cosa più bella è proprio qui, nei miei occhi ora, nel presente. Ancora senza rughe che guardano indietro per capirsi, per trovare la strada. E se tra vent’anni dovessi ritrovarmi punto a capo a capire quanto sto sbagliando ora?

questioni di tempo

“Vuoi sposarmi?”

“Si!”

Scenario tipico. A volte invertono i ruoli ma la costante è sempre  lo scalpore di chi riceve la proposta. 

Mentre chi la fa ci ha meditato, avuto tutto il tempo per esserne consapevole e volere la cosa, chi la riceve si trova spiazzato di fronte ad una persona che pensa di amare o almeno cui sicuramente non vuol fare del male dicendo “no”. Giusto? O fargli fare figuracce di fronte alle famiglie e amici pronti a schizzare come se avesse fatto goal la squadra del cuore.

Ecco che allora si fa sentire il bisogno del TEMPO, e non parlo dei fazzoletti per asciugare la lacrimuccia, ma di quell’entità talmente astratta ed indefinita, preziosa più dell’anello che si riceve, che troppo spesso non si ha il coraggio di riservarsi.

Non solo di fronte a situazioni del genere ma anche di fronte a cose più banali come prepararsi pietanze sane e gustose invece di optare per l’espresso o il ristorante, fare dell’esercizio fisico all’aperto: due passi a piedi in più parcheggiando più lontano o quant’altro. D’accordo. Sto esagerando . Il punto è questo però: siamo fatti di piccole scelte; dall’alzarsi e quando la mattina, cosa indossare, cosa mangiare, dove e come andare. E per ognuna di queste decisioni siamo solo noi i responsabili . Siamo noi che paghiamo sulla nostra pelle i segni di scelte sbagliate e residui di vite insoddisfatte. Forse l’unico modo per azzeccarle è darsi del TEMPO. Invece di correre sulla strada sbagliata e dover ricominciare da capo. Perché a volte può anche essere troppo tardi . 

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