IL GIOCO VALE LA CANDELA?

Le cose da fare sono tante. Il tempo ė poco. Riuscire il tutto ė impossibile. Ė proprio qui che sorge il dubbio:  il gioco vale la candela?

A cosa siamo disposti a rinunciare? Ai nostri sogni? Alla carriera o alla famiglia? Dov’è la propria passione? È quella che ci guida nelle scelte o è quella cosa dimenticata in fondo all’armadio col pensiero che prima o poi la potremmo indossare ma l’occasione giusta stenta sempre ad arrivare?

Io me lo chiedo spesso e non riesco ancora a trovare una risposta. A volte mi sembra verde, altre rosso, insomma dipende dai momenti. Quando do da mangiare al lupo ottimista mi sembra di riuscire ad avere sia la botte piena che la famiglia felice, quando invece nutro il mio profondo pessimismo mi sembra tutto impossibile.

TRaSgreSsioNi

mmm.. Parola che solitamente ha un accezione negativa eppure suscita sempre una certa curiosità. Come mai?

Forse perché in fondo a ciascuno di noi piace fare qualcosa che vada al di là delle “regole” del buon costume, della società, ecc. Per me invece è un ottimo antidoto alla monotonia: l’unico modo di evolversi, di uscire dagli schemi per provare qualche altra soluzione. Non penso ci saremo evoluti se fossimo rimasti sempre dell’idea di vestire tuniche e se uomini andare a vedere allo stadio i gladiatori combattere, invece dei calciatori giocare. Svago ad oggi ovviamente consentito anche alle donne, una volta considerato tabù, persino il voto, ecc.

poi dipende da caso a caso. A volte nel concreto sono più trasgressivi i pensieri, l’immaginazione è più pericolosa, se così si può dire, dei fatti in se.

Senza blaterare troppo. Cos’è per te una cosa trasgressiva che vorresti taaaanto fare ma per qualche ragione non puoi?

per me:

ERA, bruciare scuola (che figata:-)

poi l’università

poi il lavoro

poi le faccende domestiche

e cosi mi sono ritrovata piano piano sempre più vicino alle sole cose che mi interessano davvero, a me stessa. Questo è l’unico modo che conosco per capire cosa voglio, ma soprattutto cosa NoN VOgLiO!

LE 5 COSE CHE ODIO

  1. I CONFRONTI ognuno è diverso, unico e speciale; ha la propria storia, le proprie origini e i propri fatti;-)  non mi piace quando di fronte ad un accadimento, per me importante, sento rispondere “ANCHE… un mio amico, parente ecc…
  2. I CONSIGLI NON RICHiESTI. Sono tanto graditi SOLO QUANDO e SE espressamente richiesti.
  3. IL RITARDO. Si può senz’altro far tardi, capita a tutti. Ma almeno avvertire prima per non farmi perdere TEMPO sarebbe carino. Non farmi aspettare neanche un minuto in cui potrei fare ben altro. In fondo cosa c’è di più prezioso del proprio tempo. Per me non c’è diamante che regga. E piuttosto che sprecarlo aspettando preferisco regalarlo a qualcuno cui possa risultare utile.
  4. LE BALLE. Chi non le ha mai dette? Ok, ci stanno, ogni tanto, ma a me non piacciono. È semplice il perché’: implicano oltre il danno anche la beffa. Se si vuole occultare qualcosa di sbagliato che si è fatto ci si nasconde spesso dietro ad una bugia. E allora io mi sento pure presa in giro. Come se non potessi capire che a volte si possa pure sbagliare.
  5. CHI NON RACCOGLIE LA CACCA DEL PROPRIO CANE. Adoro la natura e gli animali. Ma siamo in tanti e per godercela tutti al meglio ci vuole un minimo di RISPETTO!

LA COSA PIÙ DIFFICILE

almeno per me

è capire COSA VOGLIO

mi è capitato di prefissarmi obiettivi, spesso anche improponibili, con la speranza che una volta raggiunti sarei diventata felice. Ma più passa il tempo, più mi rendo conto… Cancelliamo tutto. Non mi piace. Ripartiamo:

come si fa a capire cosa si vuole? Ti è mai capitato di pensare di volere taaaanto quella cosa è una volta raggiunta pensare: “beh, in fondo non è niente di che” nelle migliori delle ipotesi. Altre addirittura: “sarebbe stato meglio farne a meno”.

ma come si fa a sapere prima di sbattere la testa che fa male?

Io continuo a sbattercela e a vivere di false aspettative. Anzi, lo vorrei, ma non ci riesco più. Mi sembra tutto inutile: sforzi, tempo ecc e non trovo nulla per cui valga la pena investire tutto ciò, se non per la mia famiglia.