L’IMPORTANZA DEL FALLIMENTO

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Credo che la via più sicura per raggiungere il successo sia fallire tante tante volte. Altrimenti come si farebbe ad imparare? Come quando si comincia a camminare, o ad andare in bici.

Serve anche a capire per cosa siamo portati. Cosa ci riesce con più o meno facilità. O addirittura cosa sia meglio lasciar fare direttamente ad altri.

Ad ogni modo sono certa che tutto serva. Ci avvicina di più a quel che siamo, cosa vogliamo e soprattutto cosa NON VOGLIAMO. Cosa che sarebbe già grande di per se.

E se si riuscisse a prendere nel modo giusto quello che ci accade andrebbe veramente tutto solo per il meglio. Ma  non vorrei osare troppo 🙂

30 comments

  1. Erik · febbraio 9, 2015

    io credo che il fallimento sia esclusivamente un concetto astratto creato per lo più per le terze persone… che differenza c’è tra un “non riuscito” ed un “fallimento”?? l’interpretazione dei terzi o nostra nei confronti di terze persone.

    un errore, uno sbaglio, un qualcosa che non riesce non è già abbastanza?? non sono considerazioni sufficienti per descrivere un gesto, un azione che non va come dovrebbe??

    il fallimento aggiunge al concreto descritto sopra la componente morale.. con il solo intento di distruggere chi non riesce a governare l’emozione…

    il fallimento quindi per me non esiste… esiste il non riuscire, esiste l’errore esiste il proprio limite… ma sono tutti elementi da prendere in considerazione per come sono non elementi per la vergogna…

    il fallimento è un concetto astratto… una arma in mano alla mente più vile… nulla più…

    ovviamente secondo il mio pensiero..

    • carolinsigna · febbraio 9, 2015

      E io non posso che essere d’accordo con te!

      • Erik · febbraio 9, 2015

        🙂

  2. momimio · febbraio 9, 2015

    Vero quello che dite, aggiungerei solo una cosa, il fallimento, il nin riuscire, il provare e il riprovare non fanno altro che acquisire sicurezza in se stessi. Potrei fare mille esempi: la prima fidanzata, ti lasci, soffri e poi ci riprovi, ti rilasci e poi magari trovi quella giusta, con meno voglia di scherzare o perdere tempo; mandi curriculum, nessuno ti prende in considerazione, poi arriva la chiamata, provi, non va bene, ti disperi, ma poi hai un’altra occasione e fai tesoro degli errori passati; gli esami, se non vanno bene una volta si può far tesoro degli errori passati. L’errore in se è uno stimolo non un deterrente. Io penso che il vero deterrente sia il tempo in ogni cosa. Quello non puoi recuperarlo tanto facilmente!

  3. Cix79 · febbraio 9, 2015

    Compiere degli errori serve a migliorarsi, a correggersi, ad avvicinarsi al proprio io; quindi sono d’accordo con quanto hai scritto

  4. pantufl90 · febbraio 9, 2015

    La parola fallimento dovrebbe essere eliminata dal nostro vocabolario per come la si intende o meglio…per come si è imposta. Ci imbriglia in reti, in scalate senza senso. Consiglio un film al riguardo… Into the wild…racchiude un pò lo spirito del post e di ciò di cui stiamo parlando…

    ” Successo e carriera sono invenzioni di questo secolo” frase tratta da Into the wild

    • carolinsigna · febbraio 9, 2015

      Conosco il film. Bello con un finale un po’ inaspettato. Ma è’ molto interessante qst punto di vista

    • momimio · febbraio 9, 2015

      Bel film, lo vidi al cinema. Pero quel film è un qualcosa di diverso a mio parere. Nel senso che in alcune fasi è il classico film americano che spiega la storia d un adolescente che ha tutto il potenziale per fare quello che vuole della propria vita, per poi attraversare una fase in cui decide di far ben altro, ciò che il padre non voleva. Allora decide di viaggiare. Quel film ti fa capire che se provi a metterti contro il sistema è dura sopravvivere. Per sistema intendo le regole sociali, gli stereotipi, le consuetudine. Ed in effetti le regole del gioco non le si può cambiare. Il fallimento io lo intendo quindi dentro il sistema. Al di fuori del sistema secondo me perdi a prescindere. Gia perdi. Fallisci. È molto più dura resistere. Quindi è addirittura peggio. C’è dell’anarchia in quel film, e per un tratto è bellissimo. E quello splendore sparisce completamente quando il protagonista capisce che per lui è finita. Non so se il mio pensiero è chiaro. Ho cercato di dire la mia suo film e su questo bel post di Carolinsigna.
      Giuseppe

      • carolinsigna · febbraio 11, 2015

        Complimenti Giuseppe! Bel pensiero!

      • momimio · febbraio 15, 2015

        Prego Carol! All’epoca lo andai a vedere al cinema con un amico sperando di vedere qualcosa di leggero e allegro. Per poi rivelarsi serio, impegnato e anche un po triste! Col libretto universitario solo questo ci facevano vedere gratis hihi

  5. My morning coffee · febbraio 9, 2015

    Io dell’insuccesso mi ricordo solo grandi scocciature e malumori, non ci trovo tutto questo potere terapeutico o formativo. L’esperienza non deve essere per forza negativa per formare.

    • carolinsigna · febbraio 9, 2015

      Diciamo che è’ un tentativo di trovare qlc di buono in qualunque cosa. Anche negli errori

  6. daZeroaInfinito · febbraio 9, 2015

    Anche i successi aiutano parecchio.

  7. milodonteskin · febbraio 9, 2015

    Te lo giuro. Ci ho provato. A cucinare. E ancora e ancora e ancora. E sarei andato avanti all’infinito,, se non mi avessero consigliato il pesto di Giovanni Rana. Perché in quell’attimo, e solo in quello, ho creduto di cogliere dal mio prossimo un delicatissimo consiglio, uno di quelli pronunciati a fior di labbra, tanto era il desiderio di non offendere alcuno.

    Ti prego, basta.
    Pasta?
    No, basta.
    Ah.

  8. lavespae · febbraio 9, 2015

    L’ha ribloggato su La vespa e….

  9. ricreanna · febbraio 9, 2015

    E’ vero, ma come dici tu quando impari a camminare…. ad andare in bici…. si presuppone che si è piccoli, giovani, secondo me quando succede ad una certa età, non c’è molto da imparare ma solo da deprimersi

    • carolinsigna · febbraio 11, 2015

      Ma Dalai. Non c e età per imparare, alcuni non imparano mai certe cose e nemmeno lo sanno

  10. Horsefly · febbraio 9, 2015

    A volte è davvero SUcCESSO! – http://www.lagreca.it/blog/2012/02/01/il-successo/

  11. gaetano pesce · febbraio 10, 2015

    Chi mira al successo sicuramente è quel professionista che dedica e oblitera la sua vita in quel lavoro; producendo anche errori dai quali ha poi troverà giovamento e crescita.
    Ma quello che molte volte mi chiedo se chi raggiunge il successo poi lo desideri veramente, perché una volta ottenuto bisogna lavorare per mantenerlo, altro sacrificio.
    Mi chiedo: a che vale tanto se poi non vivi; certo magari non sarà così per colui che un giorno scoprirà la non materia, ma successo in realtà è così importante
    Magari il successo in una bella famiglia: moglie, figli, marito.
    Non so il successo lo vedo come una meta astratta.
    Ciao Carol , da GAetano

    • carolinsigna · febbraio 11, 2015

      Io il successo lo vedo in una famiglia, bella o no, comunque sia. È’ già un miracolo. Ma soprattutto el tempo. Nel avern per potercisene dedicare. Se anche facessi un grande successo in altro ma non avessi tempo per me è la mlli,e to.ia famiglia, lo definirei si un grande fallimento.

  12. carolinsigna · febbraio 11, 2015

    È’ come se fosse un allenamento che ci prepara? Rendendoci più forti?

  13. Annibale · febbraio 16, 2015

    Non è osare troppo, difficile magari, ma è ciò a cui aspirare, ne va della fluidità del vivere quotidiano.

  14. bigetto · febbraio 17, 2015

    se tutto andasse sempre bene, sai che noia !!!!

  15. michelecasella · luglio 14, 2015

    Osare non costa nulla. Notte

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