vivere senza lavorare

VIVERE SENZA LAVORARE? IMPOSSIBILE

LAVORARE SENZA VIVERE? SI PUò ANCORA FARE

ANZI, sembra quasi invitante ad oggi.  Sembra che tutti aspirino ad un lavoro fisso in cui sbattersi dalla mattina alla sera per quei pochi spiccioli che a stento bastano per procurarsi i mezzi necessari per far fronte alla necessità di andare a lavorare.

Sprecano il tempo che non hanno, facendo quello che non gli va, per guadagnare soldi da spendere prima ancora di percepirli, per comprare cose inutili, per fare colpo su persone che nemmeno piacciono.

certo, sprizzo proprio ottimismo oggi. me ne rendo conto. ma secondo me è peggio della disoccupazione pura, nella quale tra l’altro non credo affatto. posti di lavoro ce ne sono e parecchi. è che la gente si è stufata. stanno cercando nuove strategie, nuovi modi per ottenere entrate, magari anche passive. insomma, non si ha più voglia nè interesse di lavorare nella “vecchia” maniera in un’epoca così “nuova”. in cui on line circolano miliardi e l'”ingiustizia” più pura vige ovunque.

ma come fare? non lo so! eppure c’è chi ce l’ha fatta. forse inseguendo le proprie passioni, trasformandole in valore utile ad altri e condividendolo. ma chi non ha talento, passioni od altro? o non le sa vendere?

55 comments

  1. gianni · gennaio 14, 2015

    E’ una visione interessante. Plausibile soprattutto.

  2. lamodavaalmercato · gennaio 14, 2015

    io lavoro per coltivare le mie passioni!

  3. Guido Sperandio · gennaio 14, 2015

    Concordo con Gianni.
    Una volta tanto, c’è obiettività o quantomeno porsi delle domande, vedere di analizzare, senza retoriche e conclusioni di parte.

  4. Yuri Buccino · gennaio 14, 2015

    Spesso mi pongo gli stessi interrogativi. E penso che chi lo sa il vero segreto non lo dica a nessuno.

    • carolinsigna · gennaio 14, 2015

      prima però ci speculano sopra spigliando un sacco di soldi dalla gente interessata, tra manuali, corsi e cavolate varie 🙂 poi ovviamente non lo dicono! perchè è questo il vero modo in cui li fanno i soldi! 🙂

      • Yuri Buccino · gennaio 14, 2015

        Però bisogna anche ammettere le nostre eventuali colpe in merito e ti faccio un esempio. Fino ad un anno e mezzo fa, bastava avere una pagina facebook con qualche migliaio di fan (con la visibilità pressoché paritetica al numero di fan e non decimata come oggi, un blog su altervista di cui divulgare i post e riuscivi coi banner pubblicitari a ricavarci anche un bel gruzzoletto mensilmente. Io ci sono arrivato a rubinetti già sostanzialmente chiusi, ma era possibile farlo.

      • carolinsigna · gennaio 14, 2015

        complimenti! io nemmeno quello 🙂

  5. Erik · gennaio 14, 2015

    io non credo esistano persone senza talento, passioni o abilità… credo piuttosto che esista un sistema che non è in grado di valorizzare il singolo individuo se non rientra in determinati canoni, credo ci siano singoli individui che si arrendono a loro stessi, che smettono di credere in se stessi, rarissimi che non ci hanno mai creduto e credo che questa dovrebbe essere una priorità assoluta per la società, risolvere questo problema che per altro esiste da sempre forse è impossibile ma contenerlo molto meno..

    fintanto però che marketing e denaro sono i punti di arrivo invece che contenerlo lo manteniamo..

  6. Matteo · gennaio 14, 2015

    Posti di lavoro ce ne sono a iosa, il problema è che nessuno vuole più fare i lavori più umili!

  7. pjperissinotto · gennaio 14, 2015

    Osservazioni davvero molto acute, che fanno pensare. Mi piace molto. E la frase “Sprecano il tempo …” è la sintesi universale di dove siamo oggi quando lavoriamo senza vivere.

    • carolinsigna · gennaio 15, 2015

      forse dovremmo trovare delle alternative allo “sprecare del tempo mentre lavoriamo senza vivere”.. è che ci vorrebbe dell’altro tempo.. che come si fa a pagare?! come ce lo possiamo ritagliare?

      • pjperissinotto · gennaio 15, 2015

        Credo che il problema stia a monte. Forse un tempo, molto più di oggi, quando si lavorava lo si faceva per ottenere risultati tangibili, utili per il benessere nostro o di altri. E il compenso economico, pur tra mille ingiustizie, era in qualche misura collegato al “benessere” che producevamo.
        Oggi, senza nemmeno accorgercene, spesso lavoriamo di più per soddisfare regole e consuetudini e per rispondere alle esigenze di chi non è in pace se non vede crescere le proprie ricchezze immense (ma quando parliamo di ricchezze immense stiamo parlando soprattutto di numeri scritti nei conti di deposito delle loro banche) con percentuali di due cifre di anno in anno.
        Temo che in questo mondo, finché non cambia qualcosa alla radice, qualcosa che riporti il benessere delle persone al centro di tutto, di tempo per vivere ce ne sarà sempre di meno.
        Grazie per il tuo post molto interessante. 🙂

      • carolinsigna · gennaio 15, 2015

        Grazie a te! Confido insieme a te in qualche cambiamento!

  8. foodnuggets · gennaio 14, 2015

    Lavorare senza vivere è una delle cose peggiori che mi siano capitate. Quando ti fermi, perché il lavoro lo perdi o perché non ne puoi davvero più, ti rendi conto di aver perso un sacco di vita che non ritornerà e la sensazione è veramente spiacevole. Vivere senza lavorare? Non ci riuscirei. Ma dove si trova il compromesso? Qualcuno ha la soluzione?

    • carolinsigna · gennaio 15, 2015

      appena la trovi fammi sapere! Sono curiosa anch’io! anche perchè condivido un pò la tua esperienza e non è il massimo! Da qualche parte sono certa che qualcos’altro ci sia.

      • foodnuggets · gennaio 15, 2015

        Speriamo! Io continuo a cercare una soluzione. 🙂

  9. Pingback: vivere senza lavorare | kenzokymura
  10. kenzokymura · gennaio 14, 2015

    L’ha ribloggato su kenzokymura.

  11. Gunnar · gennaio 16, 2015

    Sono in pensione, ma funziona comunque

  12. Gunnar · gennaio 16, 2015

    Sorry for poor Italian. How do you say Pensione but working part time?
    Lavoro part-time

    • carolinsigna · gennaio 16, 2015

      Esatto! Ma meglio di tutto la PENSIONe! Peccato però che quando toccherà a me questa parola sarà solo nei libri di storia: vecchia usanza del passato! 🙂

  13. Il Principe Con Un Pugno Di Mosche In Mano · gennaio 16, 2015

    “”VIVERE SENZA LAVORARE? IMPOSSIBILE””
    Si ……………….Io, ne sono la prova

    • Il Principe Con Un Pugno Di Mosche In Mano · gennaio 16, 2015

      Manca il sorriso

      • carolinsigna · gennaio 19, 2015

        🙂 eccolo il sorriso, anche se non è tanto divertente 🙂

  14. littlephoenix85 · gennaio 18, 2015

    vuoi un lavoro … non ti lamentare … (anche quando a momenti non ti pagano neppure e ti ammazzi di fatica per nulla).

  15. marikascarabocchi · gennaio 19, 2015

    Concordo pienamente in questa tua visione ” poco ottimista” XD
    Io ho già fatto i lavori più disparati e più umili che ci siano, ma ne vado fiera. Non vado per niente fier ainvece della realtà che tu descrivi, dove l’ingiustizia pura è all’ordine del giorno. Purtroppo per necessità mi sono ritrovata a fare lavori da operaia dove la gente viene sfruttata fino al midollo e addirittura nel mio caso mi ha rovinato la salute ( uno dei motivi per cui ho dovuto lasciarlo, ma sinceramente senza esserne poi così dipiaciuta! la salute, prima di tutto!). Ora a distanza di pochi mesi, sto facendo una prova di lavoro in un posto ancora peggio, dove addirittura sei un automa che non ha nemmeno il diritto di pensare e vieni umiliato continuamente da persone che si esprimono con un linguaggio decisamente poco professionale. E tutto questo per dirti che io,che ho messo da parte il mio sogno di diventare decoratrice murale, mi sono data da fare cercando appunto di “farcela” cercando di trasformare le mie passioni in lavori plausibili. Ma dopo aver truccato bambini e adulti a feste ed eventi, preparando una bancarella per mesi e mesi per qulahce scartoffia o legge assurda che abbiamo:” il gioco non vale la candela”.
    Questa è la mia esperienza personale…ma sicuramente non mi arrenderò. Quindi a prescindere dal talento, capacità e non, penso che tutti hanno diritto a sperare in lavoro migliore senza rovinarsi la vita. Io l’ho provato e non lo auguro a nessuno. Ti impediscono di pensare e ti sbriciolano moralmente fino a farti sentire come tu hai descritto, una sorta di circolo vizioso tra il non vivere ed ammazzarsi di lavoro.
    Beh,se qualcuno trova il segreto per fare della propria passione un lavoro appagante…non è che la condividerebbe con tutti noi?
    Perchè nel caso io la trovassi non esiterei a farlo. 😉

  16. altrove76 · gennaio 20, 2015

    Vivere senza lavorare. Forse si potrebbe, ma occorerebbe comunque impegnarsi in qualcosa, che sia una passione o un regalare il proprio tempo… altrimenti finisce che non si da nessun valore a nulla. Appunto 😐

  17. bigetto · gennaio 20, 2015

    ..bisogna amare l’accidia per poter vivere in pace con tutti…. 😀😀😀

  18. Do · gennaio 26, 2015

    beh…. il trucco sta nell’avere coraggio e trovare qualcuno che sappia valorizzare le tue potenzialità.

    Non facciamo i bigotti. Vedersi, vedere le proprio potenzialità è difficilissimo, per questo ci servono gli altri.

  19. il Venditore di pensieri usati · gennaio 29, 2015

    Trasferiamoci tutti a lavorare sul web. Poi nessuno venga a lamentarsi che i pub sono tutti chiusi e la birra non viene più prodotta.

  20. gaetano pesce · febbraio 9, 2015

    Realmente è proprio così sento stanchezza nelle persone, manca quella spinta grintosa propria personale che fare per amor proprio non ci diverte. Allora fare per mostrare ad altri anche se di quelle persone,che a volte definiamo individui ci stimola di piu.
    Questo che hai scritto è seriamente vero, e mi da fastidio pensare che persone, specialmente giovani possano essere orientati in questo pensiero.
    A presto cara carol. Da Gaetano

    • carolinsigna · febbraio 11, 2015

      Grazie Gaetano, non volevo infastidirti però:-)

      • gaetano pesce · febbraio 11, 2015

        No il confronti è la cosa che permette di crescere e vedere una dimensione diversa; hai ragione in quello che dici. Vedi, io ho rinunciato a tante cose che hanno dimostrato avere un grosso peso, ma se oggi guardo mia moglie e i miei figli dico che quella rinuncia era segnata nella storia della mia vita. Io credo in Dio e credo che ognuno di noi ha un motivo nella sua creazione, piu o meno importante. Come io, te e altre persone che decidono di scrivere su di un Blog e quello che noi sriviamo e quello che leggiamo possono avere un senso non indifferente. Che non ci sarebbe se ….. Ora ti lascio pensare il resto.
        Ti saluto con affetto , da Gaetano.

  21. guido mura · febbraio 22, 2015

    C’è gente che vive senza lavorare, per scelta o per cultura. Uno come noi, normali e inquadrati, deve lavorare, perché così ha un stipendio (poi pensione). Appena preso lo stipendio ha già perso il 36% (per me, ma può essere di più) in ritenute alla fonte. Poi ci sono le addizionali IRPEF a regione ecc. Quello che rimane va in spese per la casa (affitto se non sei proprietario). Se sei proprietario paghi alla comunità (Stato, comune) per il diritto di poter conservare la proprietà, che diventa così una sorta di concessione (una volta si chiamava livello). Una cifra consistente la paghi in riscaldamento+condominio. Con il poco che rimane dovresti mangiare, pagare luce, gas, benzina, canone rai, cariche telefonino, internet, pagare ticket e medicinali, multe per divieto di sosta, elemosine e oblazioni varie, fumare, se hai il vizio. Ogni dieci anni, grazie a qualche entrata straordinaria, riesci anche a comprarti qualcosa per vestirti. Insomma, o aboliamo il denaro o il suicidio diventerà la soluzione economicamente più conveniente. Ai bei tempi dell’impero romano, chi aveva la fortuna di abitare vicino alla frontiera, fuggiva tra i barbari e finalmente ricominciava a vivere, fuori dalle grinfie della burocrazia, che significava una sola cosa: tasse. Ma oggi noi, dove potremmo fuggire?

    • carolinsigna · febbraio 23, 2015

      maremma ooo! certo che sprizzi gioia da tutti i pori! un ottimismo incredibile! dove vuoi scappare? puoi andare anche in patagonia ma da te stesso e dalle tue paure-convinzioni- limiti non riuscirai mai a scappare! non sono le tasse e le spese ad impedirti di vivere lo stile di vita che desidereresti. sempre se così fosse- cioè veramente insoddisfatto – cosa che stento a crederci – . cambia lato, prospettiva. comincia a guardare le cose che vanno, i soldi che hai, il lavoro che hai e tutto il resto!

      • guido mura · febbraio 25, 2015

        Temo si tratti di sano realismo. Personalmente non mi lamento. Vedo però con preoccupazione la società che ci hanno costruito e che continuano a costruire: un insieme di strutture, leggi e garanzie i cui costi non sono ammortizzabili con i pochi soldi di salari e pensioni. Per questo il debito è istituzionale e aumenterà necessariamente fino a esplodere in tutto il mondo civile. Prima o poi qualcuno dovrà inventare qualcosa, per cambiare questo modello di sviluppo. Magari la soluzione sarà un nuovo medioevo, di cui si vedono le prime avvisaglie.

      • carolinsigna · febbraio 26, 2015

        speriamo proprio che inventino qualcosa di meglio di un nuovo medioevo! 🙂 SUUU GUIODO!!!

  22. NonsoloNonna · marzo 12, 2015

    ho deciso di lasciare il mio lavoro di designer (dove i guadagni erano altissimi), per vivere in campagna, lavoro duro per 6- 7 mesi, e il resto dell’anno solo relax e vacanze anche all’estero in paesi lontani, ma poco costose. Sto benissimo e faccio ciò che più mi piace…sono serena UN GRANDE ABBRACCIO Manuela

  23. NonsoloNonna · marzo 13, 2015

    Grazieeeee per la tua risposta…speriamo di conoscerci così ti faccio vedere anche dove vivo, in mezzo a 750 olivi, viti, castagni, frutti, e tutto ciò che di più bello la natura offre…sono serena a contatto con queste cose e vivo alla giornata anche nel cibo, ciò che trovo nel mio orto e nei miei campi la mattina, devo dirti che è anche divertente.Buona Serata e… a prestissimo

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