QUANTO COSTANO LE MEDICINE? HOW MUCH MEDICINES COST?

Farmacia

È incredibile come ci sia così tanta differenza tra diversi Paesi: e  non  intendo solo culturale ma anche in alcuni aspetti veramente importanti. Ad esempio le medicine in UK sono a portata di TUTTI. Si tratta di penny e vengono vendute in qualunque supermercato aperto 24 ore su 24. In Russia, esattamente le stesse aziende vendono le stesse medicine con gli stessi componenti a spiccioli. In Italia, puoi si acquistare qualcosa se proprio urge, ma tocca rinunciare alla spesa per farcela. È possibile che una pubblicità su 4 in tv ti mostrino:

  • Se hai mal di testa, compra questo,
  • Se hai mal di pancia quest’altro,
  • Se sei stressato bevi questo,
  • Ecc eccc eccccc

Ma cos’hanno?.. un accordo con le Chiese per farci andare a pregare di stare sempre bene, o con qualche compagnia assicurativa che segue subito dopo la pubblicità delle medicine?

It’s amazing how much difference there is between different countries: and not just cultural but also in some aspects that really matter. For example the medicines in UK cost penny. Everyone can buy them in each  supermarket open 24 hours/ 24. In Russia, exactly the same companies selling the same medicines with the same components for small change. In Italy, you can buy something if its really urgently, but it is necessary to renounce to buy the food to do it. Is it possible that  one advertising from 4 on TV shows:

– If you have a headache, buy this,

– If you have a stomach ache this one,

– If you’re stressed you may drink this,

– etc etc etc

What the matter is? .. Is there maybe any agreement with Churches to make us pray to feel always good, or with any insurance company whose spot follows immediately the medicines advertising?

LAVORO: C’è O NON C’è? WORK : THERE IS OR THERE ISN’T ?

lavoro

O forse semplicemente è cambiata l’etimologia della parola? Forse stiamo ancora cercando quella cosa che fa parte ormai della storia, che non ha più spazio nella realtà d’oggi: una realtà fatta di computer, di robot, di social, di automatismi e sistemi tali che spesso precedono le nostre azioni.

Vedo curriculum colmi di studi eccellenti di persone con esperienze in ogni parte del mondo eppure sembra posto non ce ne sia.

Allora ho capito una cosa, non me ne vogliate: il “lavoro” è un po’ come la persona giusta. Non è detto che una ragazza da copione strafiga con le tette a coppa di champagne, taglia 90 60 90 ed il sedere a mandolino possa per forza avere spazio nel cuore dell’uomo che le piace. Anzi, penso le probabilità siano addirittura inferiori rispetto a quante chance abbia un candidato perfetto per un posto di lavoro.

Ci vuole qualcos’altro. Quella cosa in più che non è scritta né nella cover letter né nel cv, che non fa parte degli studi ne delle competenze. Ci vuole quel quid che faccia scoccare la scintilla; quella fiamma che accenda il coraggio di non guardare in faccia la realtà e scommettere su questa persona. Che faccia venire voglia di investire anche se il periodo è quel che è. Che faccia sentire di avere bisogno di questa risorsa come quando ci si innamora.

Quindi tanto vale fare a meno di sbattersi per cercare di essere sempre all’altezza non si sa di chi. Alla fine credo si venga presi in considerazione esattamente per quel che si è, capaci o meno, brutti o belli, ognuno in base alla propria personalità.

Or maybe they just changed the etymology of the word? Maybe we’re still looking for something that now is just part of history, which has no more space in today’s reality: a reality of computers, robots, socials, and automation of these systems that often precede our actions.

I see curriculum full of excellent studies of people with experiences in every part of the world and yet it seems there is no place.

Then I realized something: maybe the “work” is a bit ‘like the right person. It isn’t sure that a cool girl with a cup of champagne brest, size 90 60 90 and a mandolin sit, may have space in the heart of the man she loves. In fact, I think the odds are even lower than the chances to have the job for a perfect candidate.

It is necessary something else. That  thing that is not written in the cover letter either in the cv; which is not part of the studies, nor of competences. It is necessary that something that makes a spark; that flame that lights up the courage not to look into the face the reality and makes you decide to bet on this person. That makes you to want to invest even if the period is what is it. That makes feel the need of this resource like when you fall in love.

So you might stop banging trying to be always up to who knows whom expectations. In the end I think we are taken into account exactly for what we are: capable or not, ugly or beautiful, each according to our own personality.

LA STORIA DI WhatsApp WhatsApp’s STORY

whatsapp

La conosci? Mi ha affascinata fin dal principio, ma ora la voglio condividere con voi perché forse non tutti la conoscono o almeno non tutti al di là dei 19 miliardi di dollari sborsati da Facebook per acquistarla.

C’era una volta un ragazzo di nome Jan Koum, nato in una piccola cittadina nelle vicinanze di Kiev, capitale dell’Ucraina. Figlio unico. La sua mamma faceva la casalinga e suo padre costruiva scuole ed ospedali. Come tanti, spinti dalle grosse difficoltà del sistema politico ed economico post dissoluzione dell’Unione Sovietica, a 16 anni emigra con la madre a Mountain View, negli Stati Uniti d’America in cerca di fortuna. La sua mamma riesce a trovare qualche lavoretto come baby sitter, ma nonostante gli sforzi, i soldi non bastano. Se la cavano grazie all’assistenza pubblica ed un piccolo appartamento di due stanze che viene loro concesso. Suo padre non si è mai trasferito.

Jan, incuriosito dall’informatica, cerca di nutrirsi da autodidatta di tutte le informazioni lui necessarie per riuscire a svolgere al meglio questo lavoro, leggendo libri usati dalla biblioteca pubblica.

Riesce ad ottenere un posto alla Yahoo, ma non contento del proprio contributo in ambito pubblicitario, cerca lavoro altrove: fa un colloquio alla Facebook ma non viene preso.

Va avanti con le proprie idee e convinzioni basate su solidi principi come l’importanza della privacy e la vanità della pubblicità. Cosi’, mettendo insieme tutte le sue risorse, tra conoscenze e amicizie, dà il via ad un’App dal nome semplice ed incisivo: “WhatsApp”.

Ottiene un successo tale da respingere il miliardo di dollari proposto da Google e riuscire a venderla a Facebook per non meno di 19 miliardi di dollari, a distanza di un solo anno, proprio davanti all’ex Ufficio dei Servizi Sociali in cui andava a prendere i buoni pasto per i meno abbienti. Cifra ovviamente distribuita equamente in modo da renderlo persino uno tra i maggiori azionisti.

Ovviamente la storia è intrigante e fa sognare. Ma quello che sta sotto queste cifre sembra essere ancora più interessante. Certo, è un mondo a me sconosciuto, ma mi fa venire la curiosità di esplorarlo: cos’è che costa veramente così tanto?

Do you know it? I was fascinated from the beginning, but now I want to share it with you because maybe not everyone knows it, or at least not all beyond the $ 19 billion disbursed by Facebook to buy it.
There was a boy, named Jan Koum, who was born in a small town near Kiev, the capital of Ukraine. He had no brothers. His mother was a housewife and his father built schools and hospitals. Like many, driven by the great difficulties of the political and economic system after the dissolution of the Soviet Union, at the age of 16, he emigrated with his mother in Mountain View, United States of America in search of fortune. Her mother manages to find some work as a babysitter, but despite their efforts, they had not enough money. They survived thanks to the government assistance and to the small two-bedroom apartment that was given them. His father never traslocated.
Jan, intrigued by computer Science, tried to study by himself all the information he needed to be able to do a better job, reading used books from the public library.
Got a place at Yahoo, but not happy with his contribution in the field of advertising, he is looking for something else. Where? He does an interview at Facebook, but he is rejected.
Going ahead with his own ideas and beliefs based on solid principles such as the importance of privacy and the vanity of advertising, bringing together all of its resources, including knowledge and friendships, has launched an App by the name simple and effective: “WhatsApp“.
Gets a hit that made him reject the proposed one billion dollars from Google and made him able to sell it to Facebook,  for no less than 19 billion dollars, after only one year. Where? Just ahead of former Office of Social Services in which he was used to go to take the food stamps for the poor. An amount distributed equally, in the way that makes him also be one of the major shareholder.
Obviously, the story is intriguing and makes dream. But what lies beneath these figures seems to be even more interesting. Sure, it’s a world unknown to me, but it makes me curious to explore it: what really costs so much?

LA VERITA’ THE TRUTH

VERITà

Non è mai una sola. È piuttosto un insieme di fattori. Una sorta di incidente aereo. Non è quasi mai dovuto ad una causa soltanto, ma ad un insieme di sviste, malfunzionamenti, difetti o danneggiamenti vari. Certo, alla fine il risultato è lo stesso, ma ognuno di questi fattori ha il suo ruolo e va analizzato per evitare che si ripeta.

It’s never just one. It is rather a combination of factors. A sort of plane crash. It is almost never due to just one cause, but to a series of mistakes, malfunctions, defects or other damages. Sure, the end result is the same, but each of these factors has its own role and must be analyzed in order to prevent recurrence.

DARE UNA MANO TO HELP

AIUTARE

E’ un’operazione che qualcuno può fare al posto di qualcun’altro in un dato momento, se la persona sostituita non è in grado di farlo. Altrimenti, invece di aiutarla, si rischia di impedirle la possibilità di renderla capace di fare da sé o almeno, quel che è certo, di essere invadenti.

È molto sottile la differenza tra aiutare qualcuno e tagliarle le gambe, per così dire, rendendola incapace di arrangiarsi.

It ‘a task that anyone can do in place of someone else at any given time, if the person replaced is unable to do it. Otherwise, instead of helping, you risk to prevent him the possibility to do it by hiself, or at least, what is certain, of being overbearing.

It is very thin the difference between helping someone and cut him the legs,  making him unable to fend.