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Da est ad ovest, oltre la linea dell’orizzonte, il cielo mi regala uno spettacolo mai visto, a tutto sesto, l’arcobaleno. Segna un fenomeno straordinario: il momento in cui le gocce di pioggia incontrano i raggi del sole, proprio l’attimo prima che arrivino le nuvole e coprano con il loro grigiore questo spettacolo.

Incredibile è l’emozione che provo guardando la natura. Che vive, mi mostra, mi insegna, mi guarda impassibile e applaudisce le mie scelte. Sì, a volte sbagliate, altre totalmente sbagliate, ma non importa. Tra mille ce ne sarà almeno una che per caso sia risultata giusta? Beh, a me basta quella! Per trovarla però devo provarci.

Certo, non è facile cadere, come non è facile correre, spingere, e nessuno sforzo, ma è l’unico modo per allenarsi, rendersi forti! E così, in giro per i colli Euganei, tra uno schito d’uccello e un gracidio di rana, sento tra i fili d’erbaccia incolta il soffio della brezza primaverile. Ed ecco che allora sembra tutto più bello. Quel profumo di speranza, di tutto in avvenire, comincia a pulsarmi nelle vene fino al cervello dove mi porta l’aria di ottimismo. L’estate che sta arrivando mi fa ancora sognare. Non che mi piaccia particolarmente, anzi, ma non so perché il sole mi mette comunque di buon umore.