LA DIFFERENZA TRA CHI CE LA FA E CHI NO

Vedo spesso persone competenti, attentissime ad ogni parola, calcolate, studiate e acculturate eppure non riescono. Non ce la fanno a farsi apprezzare, né a  farsi rispettare per il ruolo sociale che vorrebbero. La posizione cui ambiscono è spesso occupata.

 

Da chi? Da quello che non sa nemmeno… che non ha… che non è…. Eppure è lì, lui ce la fa..

 

Perché? Perché non esiste giusto o sbagliato. Non si può essere perfetti. E anche se lo fossimo non servirebbe a nulla. È una selezione naturale. Un processo mentale che la gente subisce nell’apprezzare determinati personaggi. A volte anche brutti ed incompetenti, ma reali, così come sono. Con i propri difettucci e i propri limiti. Ma senza paura. Senza vergogna, qualcuno oserebbe dire. Spavaldi si amano per quello che sono, si rispettano e appagano se stessi per primi.

 

Ed è proprio questo che li distingue da tutti gli altri che elemosinano l’amore, si lamentano di non essere rispettati abbastanza e si piangono sempre addosso, criticando tutti gli altri, tranne se stessi.

 

Ho cercato di scrivere questo pezzo sul valore della propria personalità senza usare questa parola. Ma non c’è nulla di meglio che essere se stessi. Amarsi, consolarsi incontrarsi a due occhi, guardarsi dentro ed accettarsi per quello che si è. Certo non è facile. Ma una volta riusciti, tutti gli altri non potranno che inchinarsi davanti ad una personalità. Perché è proprio quello che manca oggi in una società come la nostra, tutta omologata, imbalsamata in falsi miti, aspettative deludenti e credenze in cui ci si rifugia per sfuggire alla realtà.

16 comments

  1. il Venditore di pensieri usati · aprile 21, 2014

    Per poter piacere agli altri, bisogna prima piacere a se stessi. Questa è pure la ricetta per la felicità: accettarsi e non farsi troppe pare mentali.

    Ciao!!

    R.

  2. tiferet74 · aprile 21, 2014

    Molto piacevole leggerti…

  3. Beppecipolla · aprile 21, 2014

    La verità non è solo un’opinione ma una costante di vita senza se e senza ma. Di omologazione si muore non si cresce

  4. Do · aprile 21, 2014

    Condivido, ma non dimenticare che è una parte… ho ancora chiara in mente un’esperienza che mi ricorda le parole di Montanelli. Agli italiani piacciono i picchiatori…. e questo poco ha a che fare con la personalità dell’individuo… al contrario riporta il valore dell’omologazione in ruoli prestabiliti…. ed è molto triste…

  5. cutelittlemonkey · aprile 21, 2014

    I difetti come i pregi fanno di noi degli esseri umani con una personalità unica. È importante valorizzare tutto 🙂

  6. verdefronda · aprile 21, 2014

    Condivido
    Un saluto
    Giorgio

  7. venereisterica · aprile 22, 2014

    Concordo… Ma solo se dietro alla personalità c’è qualcosa di più tangibile e concreto… Altrimenti è solo fumo negli occhi!

  8. onirica82 · aprile 23, 2014

    Hai fatto delle riflessioni che condivido a pieno, spesso mi ritrovo anch’io a chiedermi, con un profondo senso di ingiustizia che mi stringe la gola, perché le persone più valenti non riescano a farsi strada in questa società che, senza far luoghi comuni, premia: la superficialità, la volgarità, la corruzione e l’ignoranza. Grazie di essere passata! Mi piace il tuo blog. A presto!

  9. stewie8989 · aprile 24, 2014

    assolutamente d’accordo con te. bel pensiero.

  10. em.il. · aprile 29, 2014

    Mi e’ piaciuto molto fino all’ultimo paragrafo, che e’ un po’ scemato da quando hai usato La Parola (personalita’)… complimenti, comunque, per tutto quanto scritto fino a “tranne se stessi.”

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