In mezzo a tutti e nessuno: New York

Non riuscivo a trovare la mia dimensione,

Il mio posto accanto alle persone a me care.

Erano troppo diverse,

Troppo appiccicose,

Erano la mia famiglia

Ma troppo distanti da me.

 

Ho oltrepassato l’Oceano per ritrovarmi.

In mezzo a tutta quella quiete non capivo chi fossi.

Qui invece, in mezzo al casino,

Dove non conosco nessuno

E la lingua è ben lontana dal

 mio inglese scolastico

Mi trovo già un po’ di più.

 

Questo caos mi fa avvicinare a me stessa,

Mi stringe la mano

E mi fa coraggio:

 

Ben venuta,

Carol Insigna!

Questa è casa tua,

New York city!

La città in cui i sogni diventano a portata di mano.

 

Se esiste libertà

Questo è l’unico posto in cui certamente la si può percepire.

Puoi metterti il sotto del pigiama con le scarpe chanel ai piedi

E stai certo che nessuno ci farà caso.

 

L’unico posto in cui con la metro puoi attraversare intere culture, civiltà..

In un lampo sei sotto il mare

E dall’altra parte uomini con il turbante in testa e donne con il paranja

Ti guardano come uno smarrito, ti sorridono

E chi cerca di derubarti, chi cerca di darti una mano.

Qui si tratta di culo

O dalla tua faccia.

Se sembri troppo smarrito, magari se ne approfittano;

Se sembri comunque uno sfigato,

Almeno si rendono utili.

Di certo se sei sveglio.. non ci finisci nel Queens. Neanche  per sbaglio, come me 🙂

Quant’è bello stare qui in alto, in questa soffitta tutta di legno a scrivere

A condividere

Con persone

Come ognuno di voi.

Apprezzo ogni parola che mi scrivete

E mi sento viva quando riesco ad arrivare a qualcuno.

Altro che facebook – dimenticato

Questo è tutt’un altro mondo

Siamo belli, brutti, ricchi e poveri sparsi in giro per il mondo, sconosciuti

A cercare rifugio l’uno nelle parole dell’altro.

Che figata!

CONTROCORRENTE

Immagine

 

Londra ormai è diventata l’ottava città italiana più popolata.

Tutti scappano dall’Italia. Io ci sono tornata.

Nessuno si vuole impegnare, io mi sono sposata.

Tutti cercano lavoro, io ho smesso.

Mentre le aziende chiudono, io apro.

Sento gente lamentarsi, io invece mi sento grata.

Pochi leggono, eppure io scrivo.

Lo faccio per me.

Su questo pezzo di carta virtuale.

Per condividerlo con tutti e nessuno, senza interrogarmi: cosa ne penserà Tizio, Caio… 

Che ognuno pensi ciò che vuole e lo interpreti come meglio gli pare.

Se qualche riga possa essere utile a qualcuno, mi fa piacere.

Ma il motivo per cui lo faccio è per non portarmeli dietro: i miei pensieri. 

E per risparmiare sullo Spritz 🙂

Freddo fuori, dentro, sento lontananza, abbandono, qualunque cosa … il blu intenso scuro … del mare profondo … negli abissi dell’oceano Atlantico. Eppure sono a casa e fuori è primavera. I prati attorno sono verdi, le piante cominciano a sbocciare, così come gli ormoni degli animali e non solo..

Pensa che in Cina, simbolo dell’eccellenza lavorativa, dove spesso gli operai non hanno nemmeno il tempo né i mezzi per gustarsi un vero pasto, quello che non manca mai invece, è una vera e propria pausa sesso. Imperturbabile, rispettatissima e a parer mio, giustissima.

Non importa se le loro case siano piccolissime, con letti incastrati nei muri, biciclette incastonate tra l’apparente cucina e la porta del bagno, a modi  Il ragazzo di campagna con Pozzetto. Il vedo non vedo lo intraprendono anche nella quotidianità ordinaria. Tutti al lavoro e alle due hop, e non si vede più nessuno. Ma dove saranno finiti? Chi dalle proprie compagne, chi nei bordelli, ma di certo non tornano in ufficio né in fabbrica stressati.  

LA DIFFERENZA TRA CHI CE LA FA E CHI NO

Vedo spesso persone competenti, attentissime ad ogni parola, calcolate, studiate e acculturate eppure non riescono. Non ce la fanno a farsi apprezzare, né a  farsi rispettare per il ruolo sociale che vorrebbero. La posizione cui ambiscono è spesso occupata.

 

Da chi? Da quello che non sa nemmeno… che non ha… che non è…. Eppure è lì, lui ce la fa..

 

Perché? Perché non esiste giusto o sbagliato. Non si può essere perfetti. E anche se lo fossimo non servirebbe a nulla. È una selezione naturale. Un processo mentale che la gente subisce nell’apprezzare determinati personaggi. A volte anche brutti ed incompetenti, ma reali, così come sono. Con i propri difettucci e i propri limiti. Ma senza paura. Senza vergogna, qualcuno oserebbe dire. Spavaldi si amano per quello che sono, si rispettano e appagano se stessi per primi.

 

Ed è proprio questo che li distingue da tutti gli altri che elemosinano l’amore, si lamentano di non essere rispettati abbastanza e si piangono sempre addosso, criticando tutti gli altri, tranne se stessi.

 

Ho cercato di scrivere questo pezzo sul valore della propria personalità senza usare questa parola. Ma non c’è nulla di meglio che essere se stessi. Amarsi, consolarsi incontrarsi a due occhi, guardarsi dentro ed accettarsi per quello che si è. Certo non è facile. Ma una volta riusciti, tutti gli altri non potranno che inchinarsi davanti ad una personalità. Perché è proprio quello che manca oggi in una società come la nostra, tutta omologata, imbalsamata in falsi miti, aspettative deludenti e credenze in cui ci si rifugia per sfuggire alla realtà.

Non ho molte regole, ma le poche che ho funzionano sempre.

1. Stabilire BENE l’obiettivo. Prendere la MIRA e poi TIRARE. Non importa se non faccio subito canestro. L’importante è AGIRE. Anche se spesso sbaglio, preferisco FARE piuttosto che aspettare. Come dicevano i nostri antichi antenati latini, cogito ergo sum, io dico  –  chiedi credi ricevi – come una specie di ordine preciso che faccio all’Universo. Per questo sono sempre sicura, convinta precisa e non smetto mai di crederci. Perchè se mando una vaga idea di non sò chè, quel che raccolgo sarà presso chè nulla, esattamente quello che semino 🙂

2. Non mi attacco mai troppo a nulla. Tutto passa, tutto scorre e presto svanisce. Me la godo finchè c’è e mi impegno più che posso al momento opportuno. 

3. Non aspetto grandi occasioni. Cerco di crearmele step by step.

4. Sono responsabile delle scelte che faccio, io e soltanto io, giuste o sbagliate che siano. Se sono felice è perchè scelgo di esserlo e se non lo sono la colpa è soltanto mia. 

5. Come relazionarsi? Cerco di farlo nel modo giusto: parlando, ascoltando.. comunicando più che si può, anche senza parole.

6. Paura di affrontare le cose. Come superarla? Cerco di accettarla, distaccarmene e facendomi coraggio pensando che non ci sia nulla di peggio della paura in sè.

7. Come distinguo il bene dal male? Sbagliando, cadendo, sbattendo forte la testa mi rendo conto che fa male e cosi’ poi sto attenta. 

8. Finire prima quello che ho iniziato. Come negli alberghi in cui prima bisogna finire il rotolo di carta igienica per averne uno nuovo.

9. Non dare troppo peso al tempo. A volte basta un solo secondo, altre non basta una vita intera. Sono solo io che gli do il valore che ha per me, nessun altro mi può dire quando sia il momento giusto.

10. Il posto giusto – accanto alla persona giusta.

11. Come imparare la strada? Sali in cima alla salita e guarda in basso. La discesa sembrerà una pacchia in confronto. Limpida e cristallina, senza alcun ostacolo. Piccola che la puoi tenere in in una mano, stringere nel pugno e se ti va buttarla anche via e cambiare del tutto percorso.

12. Come fare a crederci? Perdendo la speranza. E’ solo allora che inizia il cammino e tutto viene solo per il meglio. 

13. A cosa serve l’equilibrio? A stare bene, a raggiungere l’armonia con la società e la natura che mi circonda

14. Qual’è l’arma degli imprenditori? Ragionare a lungo termine, investendo, soprattutto nei momenti di crisi. Questa è la mia filosofia in qualunque ambito.

 

IN – FORMAZIONE:

Una parola chiave per determinare la differenza tra ieri ed oggi; il passaggio da una fase in cui per vendere e avere successo contava solo il prodotto, ad un epoca nuova, della FORMAZIONE DENTRO della persona prima di tutto.

Quindi, prima di mettere in discussione il mio talento letterario, voglio mostrarVi chi sono:

Mi chiamo CAROLINSIGNA. Alcuni mi chiamano Carolin, altri Carol. È un nome d’arte, quindi mi piacciono entrambe le interpretazioni. C’è chi crede che Carol sia preso dal nome di Papa Wojtyla o  altri che sia un nome russo, lingua in cui significa Re. La verità è che è semplicemente un nome che mi è sempre piaciuto. Avrei sempre voluto chiamarmi cosi’, e finalmente ho trovato il modo per farmi chiamare come mi piace. INSIGNA invece è leggibile in tutte le lingue in un modo diverso. Lo l’ho scelto con il significato di qualcosa che lasci il segno, come una spilla nel petto, ma anche per ragioni di marketing, che evito di spiegare.

 

Cosa scrivo sul mio Blog? Beh, qualunque cosa mi passi per la testa. È il mio spazio di libertà. Non cerco nulla e nessuno. Ho solo voglia di mettere nero su bianco i miei pensieri per poterli rileggere un domani. Lo faccio prima di tutto per me stessa, spaziando dalla poesia alla cronaca, senza alcuna presunzione. Ma la cosa che mi diverte più di tutto è sentire qualcuno che cita le mie parole a volte per tirarmi su e mi dice: “Sei tu che lo hai detto!” e allora mi metto a rileggere e godo. Non mi sembra vero di essere stata in grado di scrivere alcune cose. E’ una sorta di registrazione dei vari stati d’animo. Come delle foto in retrospettiva. Meglio di qualunque seduta da qualunque psicologo. Mi rifugio direttamente nei miei vari stati d’animo e ritrovo subito la mia grinta o le mie lacrime per giocarci, vivere, sentire, provare e dimenticare.

 

Come nasce? Lavoravo a Londra in un Pub come manager insieme a mio marito. Posto trovato casualmente in 5 minuti insieme alla casa accanto. Una botta di culo incredibile. Una volta stufatami di fare questo lavoro l’ho ceduto gentilmente ad un nostro amico, Paolo Rizzi, molto più esperto di noi in tale ambito, che in compenso mi ha mostrato wordpress, dove lui ha un Blog di Foto STUPENDE. Mi ha fatto il regalo più bello che abbia mai ricevuto, dicendomi: “ora puoi scrivere qui tutto quello che vuoi!”

 

Cosa è successo poi? Grazie a questo lavoretto al Pub abbiamo scoperto una straordinaria sintonia nel fare le cose insieme. Quando pensavo di dover chiedergli qualcosa era già fatto. Lui arrivava esattamente dove non ce la facevo io. Così abbiamo iniziato a collaborare con la Camera di Commercio Italiana a Londra, partecipando a diverse fiere nel settore edilizio, appassionandoci a tal punto a quest’attività da aprire una vera e propria nostra società lì. Una società che abbiamo chiuso ben presto per tornare in Italia a sposarci. E adesso abbiamo ricominciato tutto da capo.

 

Perché? Semplicemente perché ovunque si vada, qualunque cosa si assaggi, non c’è nulla di meglio dell’Italia, della nostra cultura, dell’arte che si respira anche nei vicoli più ciechi, dei mille sapori, delle bollicine all’ora dell’aperitivo, degli amici più cari e ovviamente della famiglia.

 

Professione: E’ difficile da definire. I vari diplomi che ho non evidenziano di certo quello di cui sono capace veramente. Per tanto preferisco essere solo quello che scrivo qui, semplicemente io per quella che sono.

Cos’è per me un Blog

Avete presente quei salotti antichi in cui si incontravano gli artisti? A Padova, per esempio, c’era il Caffè Pedrocchi. Lì si riunivano  e tra di loro parlavano di arte, condividevano esperienze ed emozioni magari usando metafore. Prendevano ispirazione l’un l’altro e alimentavano reciprocamente la propria cultura. Ecco, credo che una similitudine in tal senso sia azzeccata, con l’unica differenza che ad oggi, grazie ai nuovi mezzi, non ci sono più limiti temporali, non serve più aspettare la serata giusta. Via anche i limiti tematici: fotografia, poesia, cinema e l’arte in ogni dimensione interpretata, va insieme a ciascuno di noi nella stessa direzione, come fedeli compagni di un unico viaggio, dal quale inevitabilmente si discostano anche le frontiere, le lingue e le culture, confluendo in un unico assemblaggio: un nuovo mondo, inesplorato, ancora tutto da scoprire. Insomma, oggi tutti siamo un pò artisti. Basta avere qualcosa dentro e volerlo tirare fuori, il modo è a scelta libera. Il Pedrocchi non me ne voglia.