Celebrità moderne in ritratti ottocenteschi.

Acicastello Informa

Il nuovo viral sfornato da Tumblr, piattaforma di microblogging e social networking, ha riscosso uno strepitoso successo sul web. Si tratta di un progetto il cui nome è “Replace Face”: ironico e geniale allo stesso tempo.

L’artista (mente e mano del progetto) ha avuto la brillante idea di sovrapporre antico e moderno in iconiche immagini storiche, cioè quelle del ritratto neoclassico; precisamente si è rifatto all’opera del pittore inglese Gorge Dawe, autore dei ritratti esposti presso la Galleria militare del Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo. Ai 329 ritratti dei generali russi durante l’invasione di Napoleone vengono sostituiti i volti delle grandi celebrità moderne, tutti quelli che hanno in qualche modo segnato un’epoca… la nostra. 

 

Eleonora Mirabile

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SELFIE

SELFIE

il risveglio su una panchina

Una volta si chiedeva con nonchalance a qualunque sconosciuto per la strada di scattarci una foto all’uopo. Ora invece no: di moda vanno i cosìddetti selfie. Autoscatti digitali pronti ad essere direttamente postati sui propri social per farsi seguire dal mondo intero. Ma quello che mi domando io è: ma se non si ha nemmeno la voglia di interagire con il mondo reale, con le persone vere che ci circondano per chiedere uno scatto decente, perché la tendenza è quella di isolarsi in internet? È possibile che ci si senta talmente soli in mezzo alla gente, da dare il via a questa tendenza? In modo da far sembrare la solitudine del tutto normale, anzi, addirittura all’avanguardia o meglio ancora “IN”.. in-dimenticabile..

VIA

Perché tutti hanno paura di cosa ci sia oltre la vita? quando in realtà non osano nemmeno vivere quella che hanno a disposizione ora .. nascondendosi spesso dietro ai VORREI ma NON POSSO, POTREI ma NON VOGLIO oppure DOVREI ma NON CI RIESCO.

Perché sembra sempre più semplice il punto di vista degli altri?

Perché quando qualcuno ha un problema e cerca consiglio nelle parole di una voce amica sembra tutto avere un senso? Anche se il problema rimane lì tale e quale, non sembra più insormontabile.

Perché i ricordi sono sempre più belli di quello che c’è stato in realtà o peggiori se si tratta di cose brutte? La percezione cambia ogni volta.

Vorrei provare il bungee jumping, andare nel deserto del Sahara, volare, correre, urlare, scalare montagne rocciose .. E dove la prendo la forza per fare tutto ciò? Sei tu che me la dai? O forse ce l’ho già dentro da qualche parte nascosta, che solo nel rivederti torna a galla e comincio a percepirla? O è forse più che altro la volontà di non vederti che mi spinge oltre ogni limite? O di superarti, di batterti, di dimostrarti che alla fine penso che la mia scelta sia stata la migliore.

Anche se il bagliore del passato, del perduto o del mai vissuto fa brillare la scia di una vana speranza ancorata ad uno spiraglio di luce flebile in fondo ad un tunnel infinito..

Niente da fare

Tutto viene solo per il meglio

Un tuffo nel passato

Dove tutto sembra più bello

Come in una favola

O in una vecchia storia fiabesca raccontata da un anziano con la voce roca al rallentatore

Giro e rigiro attorniata sempre dalle stesse ombre:

i miei sogni

Mai voluti in realtà

I miei pensieri solo pensati.

La mia vita è a colori, ma sempre quelli

La si può mischiare in varie tonalità, ricavarne anche dei quadri  non da meno di Picasso

Ma alla fine il cerchio si chiude e l’arcobaleno anche più bello al mondo si estende solo tra i sette colori cromatici .. sempre quelli

I punti fondamentali su cui ci appoggiamo nelle nostre scelte, nelle decisioni

Nel dare l’amore e nel riceverlo

Per quanto uno possa viaggiare, conoscere, espandersi diventare sempre più colto

Gli ingredienti sono sempre quelli e quelli resteranno.

Vorrei mangiarti, berti, leccarti e metterti in tasca insieme al mio fazzoletto bagnato dove abita la mia tristezza.

Forse non ti amavo abbastanza per quello che sei veramente. Volevo un uomo tutto per me. O forse ti amavo troppo per impedirti di essere quello che sei. Non mi sentivo mai abbastanza per te. Pensavo sempre che tu meritassi di più, che nemmeno tutte le donne del mondo ti potessero bastare.