EMOZIONI CONTRASTANTI

Io sono la forza bianca, candida, pura..tutti i colori e nessuno..energia pura..e vado incontro al mio nemico: la paura, che è sempre li’, minacciosa, dietro all’angolo che sbuca all’improvviso e mi insegue come in un film poliziesco, con armi pericolose, capaci di annientare me e tutto ciò che mi circonda, facendomi del male, pedinandomi, tenendomi sul filo del rasoio, sempre in ansia..bastarda..come una condanna..paura per chi mi circonda, paura di me, di loro, di tutti..persino dei miei pensieri.. paura dell’oggi, del domani, paura da sempre. Compagna fedelissima dei giochi d’infanzia, da quando ci siamo conosciuti: avevo quattro anni, mi dondolavo sull’altalena, avvolta dal profumo del giglio.. era primavera, una brezza di vento portava la sensazione di freschezza, di novità, di una stagione che cambia, di una migliore che sta arrivando, portando con sè la luce, prima al mattino ed inoltrata la sera, calore nell’animo delle persone che cominciano a risvegliarsi nei colori della natura, nell’aria. Tutto comincia a prendere vita..ubriaca in tutto quest’involucro di sensazioni mi lascio cadere nel più profondo delle emozioni e anche dall’altalena: sbatto la testa e mi risveglio un ora dopo all’ospedale. Era buio. Non c’era più nulla. Non ricordavo più niente. Sentivo solo paura.

Sola, infreddolita, aspettavo un viso amico, una faccia conosciuta..volevo urlare ma non ce la facevo, la gola era secca e la voce non mi veniva proprio. Ero senza forze, sotto shock, come hanno detto i dottori. Un piccolo trauma, di quelli soliti che tutti noi da bambini abbiamo subito sbattendo da qualche parte, di cui ci siamo ben che dimenticati, cui non ci abbiamo nemmeno fatto caso lì per lì.. Eppure è proprio lì che nasce il tutto.. la lotta costante tra emozioni contrastanti: forza e paura che si uniscono nello stesso istante, nello stesso posto, negli abissi del nostro cervello, la grande fabbrica del mondo, l’imprenditore migliore dell’universo, che manda segnali e riceve esecuzioni perfette..mai una sbavatura, mai una rivoluzione da parte dei muscoli, delle vene o di un organo qualunque. Tutti sempre pronti, ottimi esecutori, allerta e solidali, un sistema imbattibile, fino a che non arriva lei bastarda, una componente scomoda, imperturbabile.. la paura, che mette in circolo il male, inquinando tutto con il suo veleno. Lo versa nelle vene che lo pompano in tutto il corpo, fin a giungere al cuore, la nostra vita.. e cambia tutto: le funzioni cominciano a sballare, i segnali non vengono percepiti bene, gli organi smettono di funzionare come prima e cominciano ad andare ad intermittenza, altri vengono chiamati in sostegno perdendo colpi nel loro compito, così generando il caos,.. lo stress.. parola usata a caso, per definire il tutto e niente.. io la chiamo semplicemente paura.. il nostro male comune, di ciascuno di noi, l’unico ostacolo alla nostra libertà. Che in un attimo solo può determinare l’andamento di tutta la vita, di ogni progetto ed il desiderio di ogni avvenire.

Beh, io ci sono diventata amica; l’ho invitata a bere uno spritz. Abbiamo parlato e abbiamo fatto pace. Visto che dobbiamo vivere sotto lo stesso tetto, tanto vale mettersi l’animo in pace e andare d’accordo. Dividiamoci gli spazi:ognuno al suo posto.. perchè una paura sana, in fondo, ho capito che fa bene, aiuta, ti fa compagnia. E’ come il dolore che senti quando ti fai male. In fondo ci protegge. Sono sensazioni che servono a difenderci da altre.. Così accettandola, tenendole la mano, siamo diventate compagne..dandole un senso, capendo che mi potrebbe far comodo, sia per non dover sempre lottare, sia per imparare a conoscermi, vedendo i miei limiti, in situazioni circostanti, ad occhi chiusi.

Ora non mi disturba più. Non mi fa più para la paura, il male peggiore di ogni tempo, dalla quale sbarazzarsi è impossibile. E’ un parassita, ma conviverci è facile. Come in ogni cosa, basta trovare un accordo: la pace. Tendere l’altra guancia per sfidare il proprio nemico, farlo sentire inferiore mostrandogli chi comanda.

Paura di amare, di non essere amati, di non amare, di dare, di ricevere, di andare, di restare, di provare, di non aver provato, di saltare, di cadere, di inciampare, di fare o di non fare nulla, paura di essere o di non essere abbastanza, di ciò che si è e di quello che invece vorremmo essere ma non ce la si fa.. in ogni è lì, che ci accompagna. Chi mai si prenderebbe così tanta cura di noi? A chi mai importerebbe così tanto di tutto quello che pensiamo se non a questa baldracca invadente? Beh, mia cara amica, sai che ti dico con tutto l’affetto.. ti voglio bene!

Paura di scegliere per non fare quella sbagliata, vivere i momenti belli per paura che finiscano e paura di quelli brutti, paura della fine ma anche dell’inizio..ma la noia del mezzo è decisamente peggio.

Almeno avendo paura di qualcosa la senti, la percepisci..è un emozione forte che ti tiene sveglio e ti fa sentire vivo. Ti fa capire che ancora ci sei.. esisti.. e hai ancora qualcosa da fare. Il senso è proprio lì, nel trovare il modo di essere felice sempre.. perchè è proprio per questo che siamo qui.. è questo il nostro senso.. perchè della nostra felicità si nutrono gli altri; dell’energia che emaniamo quando siamo felici tutto il mondo attorno a noi si rigenera e si crea la vita!

Io la chiamo Krizia, un nome brutto, come lei, la mia paura, fedele amica, compagna di questo viaggio infinito nei cavilli del’inesplorato, dell’oscuro del futuro.. mi stringe la mano e mi dà coraggio perchè so che assieme ce la faremo, perchè anche se mi arrenderò non sarò mai sola.. lei resterà sempre al mio fianco. A questo punto tanto vale andare avanti per vedere cosa c’è oltre. Magari incontro un amico, ancora più simpatico, che si chiami Leonardo, come il grande genio, la mia forza..per creare quella squadra imbattibile, come i tre moschettieri e vincere assieme ogni vicissitudine cui la vita mi incombe, cade, oscilla, scorre ma alla fine torna a galla, nuota, si asciuga le lacrime salate da coccodrillo e risale in sella, a cavallo, per andare più veloce! Destinazione:…L’IGNOTO.

Vieni con me?

2 comments

  1. claprof · marzo 3, 2014

    Profonda descrizione di un’emozione pura !
    Vedo che sei riuscita a fartela Amica!…. 🙂
    Un cordiale saluto
    Claudio

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