La sottile linea di confine tra il piacere fisico e quello mentale

Mi fai risplendere la mia anima sulle tue labbra quando sorridi. A volte mi basta questo per essere felice. Eppure dentro me qualcosa mi porta più a fondo. Non so se sia la voglia mia di godere o piuttosto la consapevolezza di far venire te. Forse dipende se si è donna o uomo. O forse fa lo stesso. Chissà quale sia la reale differenza tra maschio e femmina. Io credo che il piacere sia un miscuglio di emozioni che nascono dal cervello e scivolano dentro le vene per attraversare l’intero corpo fino a scoppiare in un inno di gioia infinita, costellata dalla brillantezza delle tue lacrime sul mio viso.  Altre volte invece mi sembra sia un esigenza fisica immediata, come fosse una questione di vita o di morte, senza alcuno spazio alle emozioni. Ma chi sa come si faccia ad essere felici se non appagando se stessi per primi? 

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