CHI SONO I RICCHI OGGI?

Mi sono sentita dire più volte: “Cosa vuoi saperne tu, che sei ricca!”

Già. Ci penso ogni volta ma non riesco mai a replicare. Perché effettivamente io sono ricca! Mi sento ricchissima e ho tutto quello che voglio.

Certo, se parliamo in termini materiali il tutto si riduce ad un conto corrente di 0.20 sterline oggi, uno stipendio in ritardo di 17 giorni, un affitto di una stanza di 2.5mq in un appartamento a Londra, un lavoro che non posso più fare per motivi burocratici tra il mio paese d’origine e l’Inghilterra, eppure io sono felice. Non l’ho mai nascosta a nessuno la mia situazione. Eppure tutti mi credono ricca!

Ma chi è ricco oggi?

Chi non ha debiti, ad esempio, per me è una persona molto più ricca della maggior parte al mondo. È per questo che i miei 20 penny nel conto mi danno molto conforto. Perché anche se sono pochi, sono ancora in attivo e il mio conto funziona.

Oppure chi ha talento. Ok, non è detto che abbia soldi, ma credetemi, il talento nemmeno con tutti i soldi del mondo lo si può comprare. E oggi ci sono opportunità infinite a costo zero per chi ce l’ha. Internet è una vetrina GRATIS sul mondo. Basta impararlo ad usare e a renderlo l’attrezzo giusto per il proprio lavoro. Imparare a maneggiare questo mezzo d’informazione, significa avere il mondo in mano.

Poi, chi altro è ricco? Vi viene in mente qualcuno? Chi è innamorato! Questa si che è vera ricchezza. Io ne so qualcosa. Mai stata cosi’ felice nemmeno nei ristoranti più belli e nei resort sulle spiagge più belle al mondo che tra le braccia del mio amore.

Quanto costa la ricchezza oggi?

Un finanziamento qua e là, un mutuo per la casa e un leasing per la macchina ed il gioco e fatto. Sti cazzi è fatto. Questa è una condanna. Un compromesso ideale per non venirne più fuori. A che ti serve l’auto se non hai i soldi per fare l’assicurazione, il bollo, la benzina? Hai mai considerato i mezzi? Hai presente l’autobus? Ti sembrerà strano ma è comodissimo! Va dappertutto. È sempre in orario. Anzi spesso ti aiuta pure ad essere puntuale perché lui viaggia sulla corsia preferenziale e non tarda mai. Lo stesso la metro o anche il treno, perché no?

Non è che siano finiti i soldi. Che non ci sia più ricchezza. È solo che le persone sono diventate più presuntuose. Una macchina per famiglia non basta più. Ce ne vuole una per ogni componente. Siamo noi che abbiamo rovinato l’economia. È fatta a prova di stupido. E tanti complimenti a chi ci è cascato. A chi ha un mutuo sulle spalle e a chi pur di sfoggiare la sua quattro ruote nel traffico delle ore di punta è disposto a pagarla molto di più del prezzo effettivo,  fare un finanziamento e comprarle pure un garage se non ce l’ha.

Ma daaai. Sarà mica ricchezza questa. A me pare una grande povertà. E non parlo di soldi ma proprio di mente. C’è tanta mancanza, si’, ma a mancare è la ragione. Manca il concetto base, il valore. Manca l’educazione. Non è una cifra che esprime il valore delle cose. Lo so, non è facile capire quanto valgano le cose, se le si attribuisce un prezzo, la maggior parte delle volte monetario e lo si mette in vendita. Eppure sono certa che ci siano ancora ricchi oggi. E non sono quelli che hanno tante industrie o banche. Anzi. Quelli sono i presi peggio.

Le persone ricche sono quelle che in mezzo alla crisi sono rimaste invulnerabili, le hanno sorriso, l’hanno accolta e salutata immuni da ogni cambiamento. Imperturbabili. Perché non si sono cacati nelle mutande appena  ne hanno sentito parlare. Perché sanno il proprio valore. Sanno ad esempio che la professionalità non andrà mai in crisi. Che ci sarà sempre bisogno di lavoro per i professionisti. Perché sanno che quello che loro sanno fare, nessuno mai glielo potrà portare via. Perché qualsiasi cosa succeda, loro hanno la capacità di rimettersi in sesto, anche più in fretta di prima, perché conoscono la strada.

La crisi è un’illusione. Non esiste. E’ un mostro creato dai media e diffuso da loro per manipolare la gente. Per scatenare il panico. Magari mettere qualche antidoto in vendita contro la crisi e quotarlo in borsa. Non sarebbe la prima volta. D’altronde con il Tamiflu è stata la stessa storia. O mi sbaglio? Vi ricordate quel mostro di influenza maiala? Cosa cambia? Nulla. Oggi l’influenza si chiama crisi. Ma è esattamente la stessa cosa. E l’antidoto questa volta lo hanno chiamato mutuo. Peccato però che sia comodo solo a loro. A chi l’ha inventato. Che sia un mezzo per dare, fare ma solo sempre più debiti. Un modo legalizzato di derubare i poveri. I poveri imbecilli che pensano di non avere scelta.

Ma la verità è che non ci hanno nemmeno mai provato. Ci si limita a pensare che le cose funzionino cosi’. Perché il nostro vicino, il collega o l’amico o la sorella lo hanno fatto, quindi è la normalità. È un uso comune, una consuetudine. Fare debiti con interessi clamorosi è diventato d’obbligo per la sopravvivenza.

Ma stiamo scherzando? Ma chi volete prender in giro?

Ma qual è la realtà, la vedete? Riuscite a rendervi conto di quello che pensate? Lo state pensando? O lo state riportando perché l’avete sentito da qualche parte? E dov’è questo posto in qui l’avete sentito? È questa la vostra verità? Il telegiornale? La vostra banca? O la concessionaria?

Credete che la vita esista solo nella provincia in qui abitate? Che fare compromessi sia l’unico modo per riuscire a vivere?

Mi dispiace molto per tutti voi che andate in giro in macchina con i vestiti firmati e vendete la vita per queste quattro baggianate, non riuscendo mai nemmeno a intravedere la ricchezza, perché troppo impegnati a conseguire le vostre cazzate e a compiacere l’occhio dell’amico, invidioso che a sua volta cercherà di stare al tuo passo e te la metterà in culo appena può.

Perché non  glie ne frega nulla!  A nessuno! Nemmeno a lui, a quel tuo amico grandissimo che ti conosce da tutta la vita! Cosa pensi che gli importi del colore della tua macchina? O della marca dei tuoi jeans? O credi che alla donna con cui esci faccia la differenza se il profumo è di colonia o di leone selvaggio?

Beh, quello forse si, ma non riesco comunque a capire perchè ti ostini a comprare marche, etichette, per metterti in faccia la tua di etichetta e venderti al mercato della gente come merce pregiata. Quando in realtà, per il tuo vero valore non hai nemmeno il coraggio di farti vedere! Deficiente che non sei altro!

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