Relazioni pericolose

Sbuca un naso, brutto, su una faccia già nota però. Il culo è sfondato, la voce però penetrante. Sembra persuaderti come a voler colmare quel vuoto di quando hai fame. Ricucire i pezzetti della famiglia sbriciolata per farti sentire l’illusione della sensazione di casa. L’emozione di essere amati incondizionatamente, coccolati e capiti. In quel momento non ti importa tanto di quel che mangi, l’importante è saziarti. Giusto per poterti reggere in piedi e andare avanti. Ed ecco che scatta il fatidico bacio.

Ma quando il boccone è finito è gia troppo tardi per rendersene conto che era avvelenato. Un pò come la famosa mela. Ci si ritrova subito incastrati.
Prigionieri di relazioni spuntate per fotosintesi clorofilliana. Il tempo libero sciolto per osmosi e l’io diventato noi.
E allora via ai sogni, ai vani tentativi di convincersi che possa andare. Spesso lo si tende persino a confondere con l’amore.
Peccato però che si tratti solo di un miraggio nel deserto, quando si è in preda al panico e sembra aver trovato l’oasi della pace che tanto si andava cercando.
La realtà che si rifiuta di guardare in faccia è, invece, pura sabbia

30 60 90

Lo scenario è questo. Una persona a 30 anni si sveglia la mattina e pensa:

Devo fare questo, poi quest’altro, poi di corsa qui e poi lì..e si sente in grado di cambiare ancora qualcosa, di fare, di essere UTILE in qualche modo a qualcuno.
A 60 anni ci si sveglia e si pensa: come fare a sentirsi meno INUTILE?
A 90 invece, se ci si arriva lucidi: come fare a essere di PESO il meno possibile?

Ma credo sia la natura, il corso della vita. Il fluire del tempo nelle vene del nostro corpo. Accettare i cambiamenti fa parte di questo gioco a cui tutti giochiamo. Certo non è facile. Più si va avanti, più si fa dura. E allora ecco che scatta la caccia al colpevole. Si tende a prendersela un po’ con tutti, senza trovare il responsabile, quello cui si era abituati obbedire. Ci si gira un attimo e di colpo l’immagine riflessa nello specchio è stropicciata.

“Ma quando è successo tutto questo? “Ci si chiede. Proprio ora che sembra aver capito come funziona, non c’è più modo di mettere in pratica. I consigli diventano inopportuni, le parole di troppo, le visite di circostanza.

Il vocabolario la definisce: vecchiaia. E io credo sia la cosa più bella che possa capitare.

Cose fuori luogo

Ci sono alcuni oggetti, tipo una scarpa, che vista addosso ad un bel piede, può piacere. Immaginate però la stessa scarpa in uno scenario diverso: tipo in mezzo ad una strada. È sempre la stessa scarpa in fondo, ma la sensazione che suscita è tutt’altra.
Allo stesso modo credo si debba intendere anche il tempo, le persone, il cibo è tutto il resto. Non è solo questione di ordine. Penso si tratti più che altro di sincronia, di alchimia, di coincidenze. Insomma, della cosa giusta al momento giusto.
Come una fede messa al dito adatto, un bImbo nel grembo della persona che si ama, il sorriso sulle labbra che si vogliono baciare

LA VERA VERITÀ

Mai sentito dire:
– “Vuoi sapere la verità?” Oppure addirittura la “vera verità?”
Beh, non credo nemmeno esista.
Penso sia più che altro un insieme di fattori che oscillano nello spazio e nel tempo. Ruotano attorno ad un orbita, un fatto accaduto, dal quale prendono spunto tutte le conseguenze: emozioni, riflessioni e quant’altro. Sentimenti in continua evoluzione che diventano sempre diversi. Allontanandosi però, i ricordi diventano anche più offuscati. E allora si tende a modellare i rilievi con fantasia pura, fino a ritrovarsi nella mente un quadro surrealista, di cui artefice non siamo altro che noi stessi. Li diamo ogni volta l’interpretazione che vogliamo. A volte ci concentriamo su dei colori, altre su dettagli che ci fanno più o meno comodo. Ma la cosa più divertente è che ogni volta aggiorniamo le immagini, come fosse un profilo social, scavando negli abissi dei nostri pensieri con la stessa spensieratezza con cui ci si aggrappa all’arcobaleno, sperando con tutto il cuore che qualcosa cambi.

Il rovescio dell’estate

A volte capita che l’apparenza inganni. Del tipo la mise di una ragazza, che appena si spoglia, vorresti riavvolgere il nastro. Invece d’estate è proprio il contrario. Ci si conosce in spiaggia, nudi e crudi, poi magari si prende un appuntamento. E quando si esce,  si rimane basiti dal trucco, dal gusto orrido dei tacchi e dallo stile reciproco.

La pioggia è spesso forte, ma dura il tempo di un paio di lampi.

Il sole è caldo, ma l’atmosfera sempre più fredda, tutti più distanti.

Le stesse cose costano sempre almeno il doppio.

Il buio della notte si riduce invece a metà.

L’aria diventa condizionata e la musica life.

Il ghiaccio rimbalza nei bicchieri, l’alcool nei cervelli

scattano le gare di foto sui social

a testimoniare il vano tentativo di divertimento.

Alla fine quel che rimane è solo un ricordo sfocato

e tanta voglia di un altro drink, per dimenticare.

Quanto costa la felicità?

Forse dipende dalla valuta di scambio. Se si pagasse in tempo, forse non basterebbe una vita. Se si trattasse di sorrisi, beh allora forse ne basterebbe uno solo, della persona giusta. Se si trattasse invece di soddisfazioni, credo nessuna. Di obiettivi? Qualunque. E di amore? Il mio!